Leopolda, affiorano le affinità

Giornata di Leopolda 10, quest’anno convention costitutiva del nuovo movimento degli italoviventi. Il grande capo riprende la battaglia contro quota 100, ritenendola un’ingiustizia, un furto nei confronti di giovani e famiglie. Chissà che la guerra in Siria ed il global warming non siano stati scatenati, anch’essi, da quota 100. Mi piacerebbe vedere tanta determinazione nel richiedere una decisa ed efficace lotta all’evasione fiscale e contributiva.

Mi chiedo come potrebbe essere un furto andare in pensione ricevendo un assegno commisurato ai versamenti effettuati, che poi costituiscono un credito e non la richiesta di un sussidio a fondo perduto. Si dice che i pensionandi andrebbero  con il sistema retributivo: la mia opinione è che i retributivi puri siano già andati (o abbiano già maturato i requisiti) nel 2019 e che quelli che potrebbero andare nel 2020 siano quasi tutti destinatari del regime misto, con larga prevalenza del contributivo. L’assegno sarebbe quindi, in larga parte, commisurato ai versamenti. Non dimentichiamo, inoltre, che parecchie persone hanno già stipulato accordi con i datori di lavoro per andare in pensione e diventerebbero automaticamente degli esodati. Mi chiedo se i problemi che potranno avere i giovani al momento della pensione non siano più legati all’ingresso ritardato nel mondo del lavoro, alle loro carriere discontinue ed alle basse retribuzioni, piuttosto che a quanti “anziani” andranno con quota 100.

Ma, si sa, i politici di centrodestra usano la tattica del trovare un nemico e continuare ad attaccarlo fino allo sfinimento. Fece così (anzi fa ancora così) Berlusconi con i “comunisti”, fa così Salvini con gli immigrati….. fa così Renzi con quota 100.

Comunque, l’intemerata su quota 100 me l’aspettavo, così come la retorica sulla famiglia di stampo neo-democristiano e l’esaltazione degli 80 euro. Non mi aspettavo che avvenisse così presto la sovrapposizione di Italia Viva su Forza Italia, anche se le parole al miele sulla Carfagna lo lasciavano pensare. Il compimento dell’opera di avvicinamento si è realizzato con le parole di Maria Elena Boschi che ha definito il PD come il partito delle tasse. Se non avessi letto Boschi, avrei pensato alla solita intervista a Maria Stella Gelmini. Tale comunanza lessicale, oltre al resto, lascia prevedere una convergenza a breve con la costituzione di un grande centro, sbilanciato a destra, a riempire il vuoto lasciato dalla DC e mai colmato da Berlusconi, concentrato com’era su altri problemi di natura più diretta. Il risultato sarà all’altezza delle aspettative? Vedo molta gente incazzata in giro che non sarà facile ammansire con promesse e politiche in stile DC.

Un suggerimento a Italia Viva per il prossimo slogan: “Meno Tasse per Tutti!!”. Però, mi pare di averlo già sentito.

 

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