Un Faber al giorno – 24 ottobre 2019

de andre canzoni

La Ballata dell’Amore Cieco – Fabrizio De André – Canzoni

Il brano di oggi è tratto da un album del 1974 di Fabrizio ritenuto non memorabile. Si tratta di una raccolta di canzoni non omogenee tra loro e non tutte inedite, con pezzi di Brassens e di Bob Dylan. Una nota di cronaca rosa: fu durante la registrazione di questo LP che De André conobbe Dori Ghezzi, impegnata nella registrazione di un suo disco negli stessi studi.

Il pezzo, inciso per la prima volta nel 1966 come singolo, narra la storia di un uomo che si innamora di una donna cinica e piena di sé che non lo corrisponde. La donna chiede allo spasimante, come prova d’amore, di uccidere la madre e, infine, di tagliarsi le vene. Quando la donna si accorge che l’uomo, dopo aver obbedito, muore felice, viene presa dallo sconcerto: lui muore contento mentre a lei non resta nulla.

Amore contro cinismo con il contorno di una musica “swingheggiante”.  Riporto anche il link ad una versione di Francesco Baccini, eseguita durante il mega concerto in onore di Fabrizio.

 

La Ballata dell’Amore Cieco – Fabrizio De André

La Ballata dell’Amore Cieco – Francesco Baccini

Inter – Borussia Dortmund 2 – 0

inter bvb

Partita sofferta, a tratti molto sofferta.
Il Borussia, con il suo palleggio, ci ha spesso, soprattutto nella ripresa, schiacciati in area mettendo a dura prova le coronarie, peraltro ben allenate, di noi tifosi. Per fortuna, la pressione palleggiata dei tedeschi non si è concretizzata in realizzazioni, giusto un paio di occasioni di cui una, in particolare, sventata dall’ottimo Handa. L’incapacità di concludere, anche a causa della buona prova della nostra difesa (Skriniar in buona serata e De Wrij in grande spolvero), dei tedeschi mi è sembrata il loro punto debole, specie se abbinata ad una difesa complessivamente approssimativa.
Tra gli altri giocatori nerazzurri, monumentale la prestazione di Barella, infaticabile uomo ovunque, ed ottimi Lautaro e Brozo.
Una menzione particolare merita il classe 2002 Seba Esposito, entrato nella ripresa con una personalità da veterano e capace di procurarsi un rigore e di mostrare giocate di alto livello che lasciano ben sperare per il suo, speriamo splendido, futuro. Secondo me, Spalletti lo aveva fatto esordire, l’anno scorso, solo per fare polemica nei confronti di chi gli aveva messo a disposizione un parco attaccanti non all’altezza e per avere una giustificazione nel caso di insuccesso (cosa volevate facessi se sono stato costretto a far giocare un sedicenne….).
Negativa la prestazione di Lukaku, spiegabile solo con problemi fisici e stato complessivo di forma che dovranno necessariamente evolvere positivamente.
La squadra, nel suo complesso, ha mostrato carattere e forza fisica e, soprattutto, mentale. Ottimo il lavoro del mister.
Adesso la situazione nella classifica del girone è meno nera di prima. Continuando di questo passo, ci giocheremo le nostre chance.

Ancora su Joker: adesso è virale

joker libano

E alla fine il personaggio del film di Todd Philipps è diventato virale. Da qualche giorno, a Beirut, si manifesta contro il regime al governo, accusato di essere corrotto, e contro il carovita e le condizioni di povertà in cui versa una larga parte della popolazione. A protestare sono, soprattutto, i più giovani e tra di essi parecchi hanno dipinto il viso con le sembianze del Joker cinematografico. Da un lato l’uso della maschera di Joker ha lo scopo di rendere i manifestanti non riconoscibili, ma dall’altro è chiaro il riferimento ai tumulti di Gotham City. Certe foto delle manifestazioni in Libano rimandano chiaramente ad alcune scene del film. C’è da sperare che non ci siano omicidi come nella rappresentazione cinematografica e che i manifestanti possano ottenere i miglioramenti richiesti senza spargimenti di sangue.

 

Joker tra le fiamme di Beirut – Huffington Post

Un Faber al giorno – 23 ottobre 2019

storia impiegato

Verranno a chiederti del nostro amore – Fabrizio De André – Storia di un Impiegato

L’album è considerato l’esordio “politico” del cantautore. Si tratta di un concept del 1973 basato sulla storia di un giovane impiegato che, dopo aver ascoltato una canzone sul Maggio Francese, decide di ribellarsi fino ad arrivare all’esperienza della violenza e del carcere a seguito del quale prende coscienza della necessità di altre forme di lotta. Il disco scatenò forti polemiche da parte della critica e, perfino, di colleghi e riscosse un timido successo tra il pubblico. In seguito fu rivalutato, soprattutto per il suo valore musicale.

Il brano di oggi è “Verranno a chiederti del nostro amore”, e narra dell’impiegato in carcere, che vede la sua fidanzata assediata dai giornalisti. Egli teme per il futuro della donna e le chiede di prendere le sue decisioni in autonomia. Tra tutte le canzoni dell’album, questa è l’unica ad essere rimasta nel repertorio delle interpretazioni nei concerti.

Riporto anche il link alla versione dal vivo con la PFM del 1979.

 

Verranno a Chiederti del Nostro Amore – Fabrizio De André

Verranno a Chiederti del Nostro Amore- Fabrizio De André con la PFM

Un Faber al giorno – 22 ottobre 2019

VOLUME-3

La Ballata del Miché – Fabrizio De André – Volume III

Per il secondo appuntamento ci riferiamo all’album Volume III del 1968. Il disco ripropone alcune incisioni già pubblicate e degli inediti. Molto presente l’influenza dello chansonnier Brassens (soprattutto nella famosa canzone “Il Gorilla”) che caratterizza la produzione di Fabrizio in questo periodo. Da ricordare la ballata “Amore che Vieni, Amore che Vai”, “La guerra di Piero”, “Il Testamento” e la messa in musica della poesia più nota di  Cecco Angiolieri, il poeta maledetto medievale, “S’i’ fosse foco”. La “Canzone di Marinella”, non sto neanche a dirvela.

Dal disco in questione ho scelto “La Ballata del Miché”, musicalmente appartenente al filone “francese”, che narra del suicidio in carcere di Miché dopo che era stato condannato a vent’anni per l’uccisione di chi “voleva rubargli Marì”. Ritornano i temi della legge e della giustizia ed è presente, come spesso riscontrabile nella canzoni di De André, un accenno polemico alla Chiesa che non ha pietà di un suicida.

Riporto anche il link di una sfiziosa e particolare interpretazione del brano da parte di Teresa De Sio in un concerto in memoria di Fabrizio del 2000.

 

La Ballata del Miché – Fabrizio De André

La Ballata del Miché – Teresa De Sio

Film al cinema – Joker

joker

Mai avrei pensato di andare a vedere Joker e invece……. Come scritto altre volte, non amo i film di fantasia in genere e credo di non averne mai visto uno del filone dei supereroi. Solo che la situazione dei cinema di Monza è sempre disastrosa e, in attesa che riapra il Capitol, la scelta è limitatissima e, quindi, sono andato, anche su sollecitazione di mia moglie e visto che sabato era una serata piovosa.

Vado subito al sodo: il film mi è piaciuto molto e l’interpretazione di Joaquin Phoenix è stata magistrale, da oscar. La trama è imperniata sulla nascita del personaggio della saga di Batman, ma potrebbe essere una storia qualunque di una persona con problemi psichici che, bullizzato, si ribella ai suoi aguzzini e reagisce uccidendone tre (dei broker), diventando una specie di eroe collettivo. In un contesto di malumori sociali per una politica ultraliberista di tagli al welfare (il potente politico locale che toglie i sussidi ai meno abbienti e al sistema sanitario che non passa più le medicine ad Arthur/Joker), dopo l’uccisione di tre yuppies, si scatena una vera e propria sommossa popolare con i violenti manifestanti che cominciano ad indossare maschere da clown in onore di quello che, non volendo, è diventato il loro eroe. Avendo ormai superato lo choc iniziale dei primi omicidi, Arthur/Joker ne commette degli altri per placare la sua sete di vendetta, anche a causa del fatto che non prende più le medicine e, pur essendo autore di efferati delitti, alla fine suscita una reazione di empatia nello spettatore.

Il film pone l’accento sulle persone con problemi psichici che devono sopportare anche i disagi di una condizione economica e familiare da incubo e, sullo sfondo, descrive una situazione di lotta di classe causata dall’imperante liberismo sfrenato e ottuso. La rappresentazione di un diffuso disagio sociale nella quale la storia personale di Arthur, comunque deprecabile, serve solo da spunto per esprimere una condanna del sistema ultracapitalista.

Alla fine ho dovuto ringraziare mia moglie per la sua intuizione e ho, inaspettatamente, visto un film con contenuti ben più importanti di quanto mi aspettassi e girato con maestria. Oltre all’interpretazione di Phoenix, è di alto livello la fotografia, come ottimi sono stati gli sceneggiatori. Detto da un semplice spettatore, sulla base dei sentimenti ispirati dalla visione del film.

Un Faber al giorno – 21 ottobre 2019

volume 1

Via del Campo – Fabrizio De André – Volume 1

Da oggi affronteremo un ciclo di dieci brani di Fabrizio De André. Non esiste parola che non sia stata spesa per questo artista, che può essere considerato come uno dei più grandi cantautori italiani di tutti i tempi. Un autore che ha saputo spaziare dagli chansonnier francesi, alla canzone politica, alla musica etnica, ai cantautori americani (Bob Dylan), valorizzando le frequenti collaborazioni con altri portentosi artisti (De Gregori e Fossati su tutti).

Cercando di seguire un filo cronologico, cominciamo con un album del 1967, Vol. 1, caratterizzato per le melodie semplici e la poetica dei testi. Il brano scelto è Via del Campo, dedicato ad una delle strade più malfamate di Genova e testimonianza dell’attenzione di De André verso gli ultimi e la loro umanità. Famosissima la strofa “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. La musica è attribuita, da alcuni, a Enzo Jannacci, ma De André riteneva fosse una ballata medievale scoperta da Dario Fo. I link riportano alla versione classica e a quella dei concerti con la PFM pubblicati in due memorabili album.

 

Via del Campo – Fabrizio De André

Via del Campo – Fabrizio De André con la PFM

 

Sassuolo – Inter 3 – 4

Sassuolo Inter

Assolutamente d’accordo con chi scrive che, quando Brozo e Barella si spengono (avviene sistematicamente intorno alla metà della ripresa) andiamo in crisi. Ormai è una costante e, se l’avversario si chiama Barcellona o quelli là, perdiamo. Oggi, ho visto, soprattutto negli ultimi venti minuti, il centrocampo che non faceva filtro e gli attaccanti del Sassuolo che imperversavano. Ha ragione anche chi dice che Brozovic, messo sulle orme di Magnanelli, doveva coprire una porzione di campo troppo grande e, soprattutto quando ha finito la benzina, si aprivano spazi troppo ampi davanti alla difesa.
Lukaku e Lautaro migliorano l’efficacia più che l’intesa: l’argentino mi è sembrato un po’ “veneziano” (egoista). Ma va bene così, c’è tempo per crescere.
Con un po’ di patemi (altro che è finita la pazza Inter) portiamo a casa tre punti da un campo storicamente, ma anche in assoluto, ostico. Era importante dopo le due recenti, anche se giustificabilissime, battute d’arresto.

Brano del giorno – 20 ottobre 2019

storia un minuto

È festa – Premiata Forneria Marconi – Storia di un Minuto

La Premiata Forneria Marconi è stato uno dei gruppi principali del rock progressivo italiano degli anni ’70. Formata da validissimi musicisti, ha avuto, fino al 1975, un cantante un po’ “adattato” (Mussida e, soprattutto Di Cioccio), lacuna colmata con l’ingresso nella band di Bernardo Lanzetti che annoverava tra le sue caratteristiche, oltre ad essere un ottimo cantante capace di fare da front-man, la dimestichezza con la lingua inglese. Questo particolare fu fondamentale per consolidare il successo all’estero già ottenuto in precedenza (intorno al 1973) con la produzione e collaborazione ai testi di Pete Sinfield, poeta e collaboratore dei King Crimson. La PFM è stato il gruppo italiano di quel periodo ad avere il maggiore successo fuori dai confini nazionali. L’ultimo LP di una certa rilevanza è stato Jet Lag del 1977 in seguito al quale il livello è via via sceso, pur restando ottima la qualità dei musicisti (memorabili i concerti con De Andrè).

Non sempre originali, per il frequente riecheggiare di atmosfere tipiche di Genesis, Jethro Tull, King Crimson, la PFM ha segnato la storia musicale italiana e non solo. Dal primo album in studio, Storia di un Minuto del 1971, è tratto il brano che ricordiamo oggi. Si tratta di una tarantella prog con richiami hard rock, diventata un vero e proprio inno del progressive italiano.

Oggi, poi, è domenica. Quindi, “È festa”!!

 

È festa – Premiata Forneria Marconi

Leopolda, affiorano le affinità

Giornata di Leopolda 10, quest’anno convention costitutiva del nuovo movimento degli italoviventi. Il grande capo riprende la battaglia contro quota 100, ritenendola un’ingiustizia, un furto nei confronti di giovani e famiglie. Chissà che la guerra in Siria ed il global warming non siano stati scatenati, anch’essi, da quota 100. Mi piacerebbe vedere tanta determinazione nel richiedere una decisa ed efficace lotta all’evasione fiscale e contributiva.

Mi chiedo come potrebbe essere un furto andare in pensione ricevendo un assegno commisurato ai versamenti effettuati, che poi costituiscono un credito e non la richiesta di un sussidio a fondo perduto. Si dice che i pensionandi andrebbero  con il sistema retributivo: la mia opinione è che i retributivi puri siano già andati (o abbiano già maturato i requisiti) nel 2019 e che quelli che potrebbero andare nel 2020 siano quasi tutti destinatari del regime misto, con larga prevalenza del contributivo. L’assegno sarebbe quindi, in larga parte, commisurato ai versamenti. Non dimentichiamo, inoltre, che parecchie persone hanno già stipulato accordi con i datori di lavoro per andare in pensione e diventerebbero automaticamente degli esodati. Mi chiedo se i problemi che potranno avere i giovani al momento della pensione non siano più legati all’ingresso ritardato nel mondo del lavoro, alle loro carriere discontinue ed alle basse retribuzioni, piuttosto che a quanti “anziani” andranno con quota 100.

Ma, si sa, i politici di centrodestra usano la tattica del trovare un nemico e continuare ad attaccarlo fino allo sfinimento. Fece così (anzi fa ancora così) Berlusconi con i “comunisti”, fa così Salvini con gli immigrati….. fa così Renzi con quota 100.

Comunque, l’intemerata su quota 100 me l’aspettavo, così come la retorica sulla famiglia di stampo neo-democristiano e l’esaltazione degli 80 euro. Non mi aspettavo che avvenisse così presto la sovrapposizione di Italia Viva su Forza Italia, anche se le parole al miele sulla Carfagna lo lasciavano pensare. Il compimento dell’opera di avvicinamento si è realizzato con le parole di Maria Elena Boschi che ha definito il PD come il partito delle tasse. Se non avessi letto Boschi, avrei pensato alla solita intervista a Maria Stella Gelmini. Tale comunanza lessicale, oltre al resto, lascia prevedere una convergenza a breve con la costituzione di un grande centro, sbilanciato a destra, a riempire il vuoto lasciato dalla DC e mai colmato da Berlusconi, concentrato com’era su altri problemi di natura più diretta. Il risultato sarà all’altezza delle aspettative? Vedo molta gente incazzata in giro che non sarà facile ammansire con promesse e politiche in stile DC.

Un suggerimento a Italia Viva per il prossimo slogan: “Meno Tasse per Tutti!!”. Però, mi pare di averlo già sentito.