Slavia Praga – Inter 1 – 3

lukaku martinez slavia

Una conferma del mio twit (Qui) prima della partita: abbiamo una squadra coesa e che segue l’allenatore esprimendo un gioco ben definito. Mancano alcuni interpreti principali, vengono sostituiti, anche, con ragazzi che non vedevano il campo da inizio stagione, ma il risultato è, quasi, lo stesso. Si supplisce alle assenze con il riposizionamento di alcuni, la modifica delle trame di gioco, la voglia di portare a casa l’unico risultato che ci tiene ancora in vita per il proseguo dell’avventura europea.

Lo Slavia ha fatto la sua onesta partita, da squadra organizzata e capace di farti giocare male. Nel primo tempo ci ha messo maggiormente in difficoltà, al netto del rocambolesco susseguirsi di fatti che ci ha portati dall’esultanza per lo 0 – 2 al pari su rigore. Probabilmente la decisione è stata corretta, ma secca, al di là delle interpretazioni del protocollo VAR e della correttezza della decisione sul fallo da rigore, vedere come, nel nostro campionato, vengano prese decisioni opposte a favore sempre dei soliti (gli incolori). Tale atteggiamento di frequenti favori alla seconda squadra di Torino determina, secondo me, un deprezzamento del prodotto “Serie A”, già in ambasce per una teorica supremazia assoluta sul piano tecnico dei sabaudi.

Nel secondo tempo lo Slavia è calato lievemente e abbiamo sofferto un po’ meno la loro pressione, e continuato a imbastire ficcanti azioni da gol, soprattutto, con i nostri due gemelli del gol. Oltre alle reti segnate, e annullate, abbiamo preso due pali e mancato di poco altre occasioni. La partita mi è sembrata piuttosto simile a quella con il Torino di sabato scorso: abbiamo subito un po’, senza andare mai in affanno, e colpito al momento giusto.

Tra i singoli mi è sembrato ottimo, as usual, Handanovic e la difesa nel suo complesso, con la fascia sinistra un po’ in crisi perché Skriniar non si esprime al massimo in quella posizione e Biraghi non ha, finora, convinto. Il centrocampo era il settore più a rischio per le assenze e ha trovato delle difficoltà causate dal fatto che Brozovic giocava più avanzato del solito in una posizione in cui, storicamente, non rende al meglio, Borja Valero era al rientro dopo mesi ai margini del progetto e Vecino era condizionato da un’ammonizione subita nei primi minuti dell’incontro. Per fortuna, ieri, bastava passare la palla ad uno dei due attaccanti perché si creassero occasioni di pericolo per la porta dello Slavia. I due gemelli del gol hanno fatto una partita straordinaria e dimostrato di essere una coppia ben assortita, affiatata, integrata nel gioco di squadra, efficace nelle conclusioni. Veramente un’altra musica rispetto alle stagioni precedenti.

Adesso il pensiero torna al campionato, dove, vivendo alla giornata, dobbiamo restare in agguato per approfittarne nel caso ci fossero défaillance in alto. In ogni caso, se continuiamo così, siamo coscienti di aver intrapreso un percorso di crescita che ci permetterà di ambire a traguardi importanti. Al Barcellona penseremo a suo tempo, con la convinzione che difficilmente vedremo uno spettacolo deprimente come quello dello scorso anno al Meazza contro il PSV.

 

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