Il movente della vittima – Giuseppe Di Piazza

di piazza movente

Non so per quale motivo ho comprato il primo romanzo che ho letto di Giuseppe Di Piazza, Malanottata. Devo aver letto qualche recensione che mi ha incuriosito, ma sono sicuro di quali sono i particolari che mi affascinano del personaggio di Leo Salinas e della scrittura di Di Piazza.

Si tratta di ragioni personalissime, che potrebbero essere non condivise. Innanzitutto, Di Piazza, nato nove giorni prima di me (ah, Wikipedia!), è siciliano comu a mmia, più in particolare, di quella zona della Sicilia dove può capitare di emozionarsi per un panino con panelle e cazzilli come quelli che talvolta costituiscono il pranzo di Leo e della prosperosa collega Giulia. Sensazioni che non provo da un po’ di tempo, quelle per il panino e panelle e, magari, anche per il gelato da Cofea (c’è ancora?). Questo perché ho vissuto, a cavallo tra gli anni ’70 e gli ’80 e da studente fuori sede, a Palermo, città dove sono ambientate le storie di Salinas, in un periodo attiguo alla mia esperienza panormita. Inoltre Salinas lavora al giornale L’Ora, che ricordo bene come quotidiano progressista, fucina di ottimi giornalisti,  tra cui il compianto Mauro De Mauro, vittima della mafia e lo stesso Di Piazza. In particolare, anche con riferimento a quel periodo, in cui imperversava la guerra tra vecchia mafia e corleonesi, mi ricordo l’appuntamento quotidiano e pomeridiano con il giornale che annunciava l’uccisione di uno o più esponenti mafiosi, nel perpetrarsi di una mattanza durata anni. Comunque, Palermo mi è rimasta nel cuore, come crocevia di storie e culture, monumento a cielo aperto, città anche elegante, capitale dell’Isola effettiva, al di là di pretese attribuzioni di natura morale.

Il personaggio di Salinas, detto Occhi di Sonno per lo scarso tempo che dedica al riposo notturno, è un giovane cronista precario de L’Ora, tipico ragazzo di fine anni ’70, appassionato di musica non banale e di arrosto panato (altro piatto superlativo, nella sua semplicità), fimminaro al punto giusto (anzi, direi che acchiappa parecchio), con un rapporto altalenante con la algida ma elegante Lilli, intuitivo nel suo lavoro e paraculo il giusto nei rapporti con le forze dell’ordine.

Gli altri personaggi ricorrenti sono Fabrizio, amico fraterno con cui divide l’appartamento insieme a Serena, fidanzata milanese di Fabrizio che cerca spesso di sedurre Leo, complessivamente senza riuscirci, Gualtieri, torinese, capo della squadra mobile di Palermo e accanito tifoso juventino (nessuno è perfetto) e una serie di colleghi del giornale, tra cui il capocronista incazzoso, un altro che detesta Leo perché avrebbe preferito far assumere un parente al suo posto e la bravissima cronista Giulia D’Amato che turba, eroticamente parlando, il nostro.

Il romanzo Il Movente della Vittima, che ho appena finito di leggere, inizia con l’uccisione dell’avvocato Prestia nel Grand Hotel Aziz di Palermo, dove lo stesso risiedeva, senza mai uscire, da una ventina d’anni. Ad ucciderlo è stato il cameriere Minico (Domenico) Cascino che si fa arrestare senza cercare di fuggire e resta in silenzio di fronte alle domande degli inquirenti. La notizia giunge al giornale, che invia Salinas per il resoconto dell’accaduto da pubblicare sul quotidiano. L’inchiesta appare presto non facile, ma il giovane giornalista riesce a scavare nella vita della vittima (che praticamente era condannato a vivere in albergo senza contatti con l’esterno dalla mafia, perché aveva commesso un errore che aveva causato la condanna all’ergastolo di un cliente mafioso) e dell’autore dell’omicidio (un ragazzo come lui, oggettivamente poco assimilabile ad un killer), giungendo a scoprire la verità.

A parte le affinità “elettive” sopra descritte, il romanzo mi è piaciuto molto, così come avevo tanto apprezzato Malanottata. Mi è sembrato scritto bene e con scorrevolezza, con momenti descrittivi che indugiano su particolari suscitando curiosità, con personaggi molto ben costruiti verso i quali è facile sentire un sentimento di empatia. La cosa più bella è che, appena finito il romanzo, mi è venuta la voglia di leggere un altro episodio. Spero che Giuseppe Di Piazza trovi presto ispirazione e tempo per un’altra avventura di Leo Salinas.

 

2 pensieri riguardo “Il movente della vittima – Giuseppe Di Piazza

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