Acquolina in bocca – La mia prima Cacio & Pepe

Adoro la cacio e pepe. Quando vado a Roma, ne approfitto per abbuffarmene, non trascurando, comunque, carbonara, amatriciana, gricia, carciofi alla giudia e trippa alla romana. Mi astengo solo da abbacchio (non sono un appassionato delle carni ovine e caprine) e pajata (la trippa è l’unica che mangio tra le interiora). Un cesto pieno di pecorino romano grattugiato in purezza (e in offerta), al super, mi ha fatto balenare l’idea di fare la cacio e pepe a casa. Ho guardato qualche ricetta su internet per avere dei riferimenti e ne è venuto fuori un buon piatto, tranne un paio di aspetti, che segnalerò e che migliorerò la prossima volta.

Ho messo un cucchiaio di pepe in grani nel mortaio e l’ho pestato, riducendolo in una polvere grossolana (ho anche goduto dell’aroma sprigionato dal pepe che si frantumava). Primo aspetto da migliorare (secondo il mio gusto): la prossima volta metterò una quantità inferiore di pepe (poco più della metà), perché mi è sembrata un po’ troppo “carica”.

Ho messo il pepe frantumato in un tegame e l’ho fatto tostare, apprezzando, anche stavolta, l’aroma sprigionato dal pepe.

Nel frattempo, ho fatto la cremina di pecorino romano, unendo il formaggio ad un po’ di acqua a temperatura ambiente e miscelandolo per bene. Qui segnalo l’altro aspetto da migliorare: ho messo un po’ troppa acqua e quando l’ho versata sui bucatini, la crema era un po’ liquida, non densa come avrei voluto.

Ho messo su la pentola e calato i bucatini nell’acqua bollente poco salata. Appena è affiorato un po’ di amido (diciamo verso metà cottura) ho versato due mestoli di acqua della pasta nel tegame con il pepe frantumato e tostato. Ho acceso il fornello al minimo.

Un minutino prima del tempo di cottura della pasta (bucatini Poiatti n° 5, non molto spessi e, quindi, più facili da girare con la forchetta), l’ho tirata fuori e ho completato la cottura nel tegame con il pepe per farla insaporire. Ho aggiunto un altro po’ di acqua di cottura quando mi è sembrata troppo asciutta.

A cottura della pasta ultimata, ho tolto il tegame dal fuoco e versato la crema di pecorino sui bucatini, facendo amalgamare bene il tutto. Il gusto era buono (pur se molto deciso), anche se la consistenza della crema non era ottimale. La prossima volta, penso presto (il ferro va battuto finché è caldo), starò più attento perché, una volta aggiunta la crema, non è più il caso di farla ridurre sul fuoco ed è possibile, in ogni caso, rimediare ad una eccessiva densità con un goccio di acqua di cottura della pasta.

Per due porzioni ho usato una busta da 100 grammi di pecorino romano Colla e 200 grammi di bucatini. Ci risentiamo per il follow-up.