Il brano del giorno – 18 febbraio 2020

de andre amico fragile

Oggi non avevo previsto di pubblicare alcun post della serie Il Brano del Giorno. Il mio amico Vittorio, però, mi ha fatto notare che ricorre l’ottantesimo anniversario della nascita di Fabrizio De André e che un ricordo del grande cantautore genovese sarebbe stato d’obbligo. Non volendomi esimere da tale doveroso tributo, vi propongo il brano più autobiografico di Faber, Amico fragile, pubblicato sia come singolo, sia nell’album Volume 8, del 1975.

Dell’album, scritto in collaborazione con Francesco De Gregori, abbiamo già parlato il 25 ottobre scorso, quando avevo proposto Canzone dell’Estate.

In un brano di un’intervista, che ho trovato su Wikipedia, Fabrizio afferma: “La canzone più importante che abbia mai scritto è forse “Amico fragile”, sicuramente quella che più mi appartiene. È un pezzo della mia vita: ho raccontato un artista che sa di essere utile agli altri, eppure fallisce il suo compito quando la gente non si rende più conto di avere bisogno degli artisti”. Si tratta di un brano in cui l’autore offre un suo ritratto intimo, sofferto, autocritico, in contrapposizione alla critica alla frivolezza della cosiddetta “alta società” (che lui pur frequenta), incapace di formulare un ragionamento compiuto e dedita esclusivamente al divertimento puro e semplice. Ritengo sia uno dei brani più adatti a ricordare Fabrizio De André.

Riporto un altro brano di un’intervista, anche questo tratto da Wikipedia: “Stavo ancora con la Puny, la mia prima moglie, e una sera che eravamo a Portobello di Gallura, dove avevamo una casa, fummo invitati in uno di questi ghetti per ricchi della costa nord. Come al solito, mi chiesero di prendere la chitarra e di cantare, ma io risposi -«Perché, invece, non parliamo?». Era il periodo che Paolo VI aveva tirato fuori la faccenda degli esorcismi, aveva detto che il diavolo esiste sul serio. Insomma a me questa cosa era rimasta nel gozzo e così ho detto: «Perché non parliamo di quello che sta succedendo in Italia?». Macché, avevano deciso che dovessi suonare.
Allora mi sono rotto le palle, ho preso una sbronza terrificante, ho insultato tutti e sono tornato a casa. Qui mi sono chiuso nella rimessa e in una notte, da ubriaco, ho scritto Amico fragile. La Puny mi ha stanato alle otto del mattino, non mi trovava né a letto né da nessuna parte, ero ancora nel magazzino che finivo di scrivere.”

Musicalmente si tratta di una ballata, suonata con la chitarra folk (oltre ad un riff elettrico), che ricorda molto La Domenica delle Salme. Riporto anche il link ad una godibile versione dal vivo del 1998, da ascoltare fino alla fine.

Amico Fragile – Fabrizio De André

Amico Fragile – Fabrizio De André – Live 1998

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