Inter – Ludogorets 2 – 1

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Sgambatura del giovedì, con la squadra imbottita di seconde linee e la qualificazione già in cassaforte per il risultato dell’andata e l’avversario non irresistibile. Gli unici rischi erano costituiti dalla possibilità di prendere l’impegno sotto gamba e dall’atmosfera particolare determinata dall’assenza di pubblico.

Solo pochi minuti di panico per il gol dei bulgari al 26°, inaspettato, dopo che l’Inter aveva sprecato un paio di ghiotte occasioni capitate sui piedi di Lukaku e Sanchez. Per fortuna, Biraghi ha subito (al 31°) ristabilito la parità, ottimamente imbeccato da Eriksen e favorito da una leggera deviazione di un difensore avversario. Dopo un’altra occasione di Barella, ci ha pensato, allo scadere del primo tempo, Lukakone nostro che, dopo uno scambio con Sanchez, ha ripreso di testa una precedente conclusione, sempre di testa, respinta dal portiere bulgaro. Nel secondo tempo, la squadra ha controllato il match, staccando un po’ la spina e provando, dopo l’ingresso di Brozovic, assetti tattici diversi come la difesa a quattro. Nonostante questo atteggiamento conservativo, abbiamo comunque colpito un palo ed una traversa e controllato agevolmente gli avanti avversari.

Sul fronte dei singoli vorrei segnalare la buona prova di D’Ambrosio, sempre prezioso ed efficace nelle due fasi, e di Sanchez, voglioso di far vedere che su di lui si può contare. discorso a parte per Eriksen, che ha messo in mostra tanta qualità, una maggiore mobilità al servizio della squadra e dato sempre l’impressione di poter colpire da una momento all’altro. Il danese ha mostrato grandi progressi nel processo di inserimento e illuminato il gioco con colpi di alta scuola. Piedi vellutati e cervello pronto. Domenica prossima, secondo me, non verrà schierato dall’inizio, ma potrà entrare, speriamo non troppo tardi, a partita in corso e risultare determinante.

La difesa ha retto bene, con un buon Ranocchia ed un Godin in affanno, che ha sulla coscienza il gol dei bulgari. Diego ha giocato su delle zolle per lui non abituali, ma sul gol subìto ha mancato la chiusura e dato ragione a chi vede in lui il rinnovarsi dell’esperienza Vidic. Speriamo si rifaccia presto, perché abbiamo bisogno di un Godin al meglio. Buono l’impatto di Bastoni. Gli esterni, Moses e Biraghi, hanno fatto quanto nelle loro possibilità, cioè il minimo sindacale. Candreva, se sta bene, e Young danno più affidamento.

A centrocampo, buona la partita di Borja e discreta quella di Barella, anche se il sardo è apparso ancora non al meglio: evidentemente ha bisogno di mettere nelle gambe ancora qualche minuto per tornare il bel giocatore ammirato prima dell’infortunio. Brozovic, quando è entrato, ha inanellato una serie di cappellate cui non eravamo più abituati. Dovrebbe aver esaurito tutte le cavolate e presentarsi al meglio a Torino. Di Eriksen ho già detto.

In attacco, Lukaku e Sanchez hanno dialogato molto bene e il belga ha confermato di essere un punto fermo dello schieramento nerazzurro. Esposito ha mostrato di essere ancora acerbo (e ci mancherebbe, ha 17 anni!) e di avere necessità di giocare, anche se la grinta e la generosità non gli mancano. Occorrerà trovare il modo di inserirlo quando possibile e resto dubbioso sul prestito a squadre di rango inferiore che poi non lo farebbero giocare per non valorizzare gratis il calciatore di un’altra società.

La partita di stasera ha costituito il viatico ideale per l’impegno di domenica prossima: match non impegnativo e test sull’effetto porte chiuse. Andiamo ad incontrare la squadra degli scoloriti che non sembra attraversare un momento particolarmente favorevole. Sono fiducioso, anche se intimorito dalla voglia di rivincita dei piemontesi e dalla compagine arbitrale. Sarri ha colto il segno quando ha affermato che, in Italia, i rigori farlocchi glieli concedono ed il mio timore riguarda la possibilità che avvengano risarcimenti dei presunti torti (?) subiti in Europa.

Chiudo sulla questione porte chiuse. La società torinese ha cercato in tutti i modi di far revocare l’ordinanza che vieta la presenza del pubblico allo stadio fino a domenica. Il motivo, probabilmente, era duplice: non perdere l’incasso di circa 3 milioni (visti i conti malmessi, non sono pochi e l’alternativa sarebbe fare una figura di palta non rimborsando abbonati e chi ha già preso il biglietto) e giocare con un pubblico tutto scolorito, dato che pochissimi supporter interisti sarebbero andati (vedi comunicato curva Nord). Non c’è niente da fare: è nel loro dna esercitare pressioni e giocare le partite anche fuori dal rettangolo di gioco. Prima o poi questo modo di interpretare lo sport, controllando ai propri fini le istituzioni calcistiche (arbitri compresi) e assumendo comportamenti antisportivi, premiati dagli arbitri, in campo (vedi le abilità cascatorie di alcuni giocatori), dovrà, se non finire del tutto, interrompersi. Questa cose uccidono il calcio, altro che la pirateria!

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