Appena letto – Ah l’Amore l’Amore – Antonio Manzini

ah l'amore schiavone

Altra prova maiuscola di Antonio Manzini, che continua ad intrigarci con Rocco Schiavone. Il commissario, ops… vicequestore, Schiavone è un personaggio ben costruito e risulta al tempo stesso un simpatico anarcoide, un triste visionario, un inquietante soggetto sempre al limite della legalità nonostante il ruolo. Mostra di essere una figura forte, con la quale, al tempo stesso, identificarsi o provare repulsione. I romanzi della serie hanno quel filo comune tra loro che ti lascia, una volta terminata la lettura, la voglia di leggere il prossimo.

Nel finale del precedente romanzo, Rien Ne Va Plus, il nostro era stato ferito in un conflitto a fuoco. Ahi l’Amore l’Amore comincia con il vicequestore ancora in ospedale a smaltire, oltre all’operazione per l’asportazione del rene colpito da un proiettile, un’infezione presa nel nosocomio. Nello stesso periodo, un paziente facoltoso, titolare di un’azienda di salumi, muore durante un’operazione per un errore di trasfusione. Rocco non crede all’errore e, convinto che si tratti di un omicidio, comincia ad indagare dirigendo dall’ospedale i suoi uomini e concedendosi, di tanto in tanto, delle vere e proprie fughe, coperto dai colleghi. La situazione economica, non proprio florida, dell’azienda, la presenza di un’assicurazione sulla vita dell’imprenditore, le divergenze di vedute con il figlio sulla conduzione aziendale potrebbero costituire la traccia per una soluzione del delitto. Ma la situazione non è così semplice e la trama si sviluppa con il giusto grado di suspense e imprevedibilità.

Le indagini si intrecciano con le vicende sentimentali di alcuni poliziotti della questura di Aosta. Rocco sta intessendo una relazione con la giornalista Sandra Buccellato, mentre Casella lotta per sconfiggere la timidezza e dichiararsi alla vicina. La situazione più complicata, al limite dell’umorismo, è quella di Antonio Scipioni, promosso vice ispettore e incaricato di sostituire Schiavone durante la degenza, che si trova alle prese con una relazione contemporanea con tre donne, due sorelle e una cugina, che vogliono andare a trovarlo ad Aosta nello stesso periodo.

Il romanzo mi è piaciuto, e consiglio a chi si approcciasse per la prima volta alla serie, di cominciare a leggere le prime storie per cogliere appieno trame e personaggi. Manzini è bravo a “inchiodare” il lettore e il variegato e sgangherato drappello di investigatori della questura di Aosta, costituisce, in una certa misura, lo specchio del nostro paese, pasticcione e, nello stesso tempo, affidabile, al limite della legalità e onesto nei fatti e nei principi, pigro e capace di sottoporsi a turni massacranti.

Il fantasma di Baiocchi, con Sebastiano alle sue calcagna, si affaccia, di tanto in tanto, nella trama. Questo significa che presto avremo un altro episodio. Attendiamo con impazienza.

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