Il brano del giorno – 25 aprile 2020 – Festa della Liberazione

bella ciao MCR

Bella Ciao – Modena City Ramblers

Questo 25 aprile si preannuncia diverso dal solito per gli effetti dell’epidemia covid 19, che renderà impossibile le manifestazioni pubbliche rituali. Siccome ho l’impressione che le commemorazioni, ultimamente, si trascinassero un po’ stancamente, spero che se ne possano vedere diverse sui media e sui social, in modo da raggiungere un maggior numero di persone e da mantenere ancor più viva la memoria di una fase fondamentale nella storia del nostro paese e del carattere liberticida, antisociale, antiumano dei regimi dai quali ci siamo liberati nel 1945, che tanto dolore, sofferenza e morti hanno causato nel perseguimento del loro folle progetto.

La memoria è la cosa più importante che si possa mantenere. Oggi la memoria è messa a rischio da disinvolti revisionisti che negano le atrocità dei fascisti, che attribuiscono a Mussolini il fatto di aver compiuto anche cose buone, dimenticando l’azzeramento della democrazia, la soppressione, spesso fisica, dei dissidenti, le leggi razziali, l’entrata in guerra, quando furono mandati a morire ragazzi mal equipaggiati ed addestrati per avere qualche migliaio di morti da far pesare ai tavoli diplomatici, la collaborazione con i nazisti nel compimento di orribili nefandezze, gli eccidi nel corso dei quali furono sterminati interi paesi. Per non parlare della povertà in cui versava la maggior parte della popolazione e del mantenimento dell’ordine a suon di olio di ricino agli oppositori e di enfatizzate cacce alla manovalanza delle mafie, mentre i loro vertici, indisturbati, venivano lasciati liberi di continuare a tessere le proprie trame.

Il riconoscente ricordo deve essere rivolto ai partigiani che combatterono per la liberazione da una immonda vergogna, un infame ventennio di storia che non dovrà più ripetersi. Tanti ragazzi morirono per la nostra libertà e ad essi dobbiamo assoluta riconoscenza. Quando guardiamo le lapidi che li commemorano (per fortuna ce ne sono ancora) dobbiamo provare ammirazione per loro e rabbia nei confronti di chi ha portato il paese e il mondo intero sull’orlo del baratro in un percorso di morte, sofferenza, atrocità, calpestamento dell’essenza stessa dell’essere umano.

Il passare del tempo ha, di fatto, affievolito il giudizio diffuso di ferma condanna delle atrocità ed inadeguatezze del fascismo e gli eredi di quella miserabile ideologia, “sdoganati” da avventurieri politici pseudo liberali, hanno potuto diffondere idee come il pari rispetto da portare a partigiani e fascisti repubblichini, mettendo da parte il fatto che questi ultimi avevano commesso, al fianco degli alleati nazisti, atrocità immani. Non potrà non essere chiaro che c’era chi si batteva per una causa giusta e per la libertà e chi combatteva in difesa di un regime tirannico, che aveva fatto della sopraffazione una delle sue caratteristiche principali.

Ignazio Larussa ha proposto in questi giorni di abolire la Festa della Liberazione, dedicando il 25 aprile alla lotta contro il covid-19, perché la nuova festa non sarebbe divisiva. Io penso che uno dei valori principali del 25 aprile sia proprio la divisione, perché deve essere chiaro che c’era chi combatteva per la libertà e chi praticava la barbarie. È stato documentato che ci furono alcune sommarie vendette ai danni dei fascisti nel corso nell’immediato dopoguerra, ma questi fatti, spesso non giustificabili, vanno inquadrati nel contesto storico e non possono costituire uno sminuimento dei valori fondamentali della lotta di liberazione e un’occasione per porre i fascisti dalla parte delle pretese vittime innocenti.

La lotta di liberazione fu portata avanti da tutte le forze democratiche italiane, dai popolari ai comunisti e la festa del 25 aprile è di tutta l’Italia democratica. Per questo ho gradito il filmato (di cui riporto il link) dell’esibizione dei Modena City Ramblers al concertone del 1° Maggio del 2014, quando Bella Ciao fu preceduta dall’inno di Mameli. Poi, vabbè, ho trovato l’esibizione del 2016 con una Bella Ciao in stile balcanico e l’ho voluta proporre per semplice gusto musicale.

Un’ultima considerazione voglio farla a proposito del ricordo del fatto che a scuola, nei primi anni settanta, in occasione della festa della Liberazione, regalarono a tutti gli alunni un libro contenente le ultime lettere alle famiglie di alcuni partigiani condannati a morte dai fascionazisti. Nessun genitore, a quel tempo (in pieno governo democristiano, mica in una repubblica sovietica), ebbe niente a che ridire. Oggi, mi metto nei panni di un insegnante che volesse ricordare la Resistenza, e immagino le obiezioni di qualche “illuminato” con la pretesa che non si parli di politica a scuola. Come se la Resistenza non fosse patrimonio del Paese intero e non di una parte politica, un movimento attraverso il quale l’Italia ha parzialmente riscattato la vergogna dell’abominio fascista. In un paese che ha memoria, oggi, tutti dovrebbero cantare Bella Ciao e indirizzare un pensiero di riconoscenza a chi ha combattuto e si è sacrificato affinché tutti noi, anche i “nostalgici” alla Larussa, potessero esprimere la propria opinione.

Bella Ciao e Inno di Mameli – Modena City Ramblers – Concerto 1° maggio 2014

Bella Ciao – Modena City Ramblers e Fanfara Tirana –Concerto 1° maggio 2016

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