Inter – Sampdoria 2 – 1

Come al solito, partita dai due volti. Ad un buon primo tempo ha fatto seguito una ripresa raccapricciante, almeno dopo i primi dieci minuti. Siamo passati da una prima frazione giocata sul velluto, con l’avversario reso inoffensivo (cavolata di Gaglia, sul finire, a parte) e sopravanzato da due gol di ottima fattura, ad una ripresa in cui, dopo l’occasione sprecata da Lukaku, si è come spenta la luce. La Samp ha preso in mano le redini del gioco, ha accorciato le distanze e ci ha fatto soffrire fino alla fine. Noi tifosi interisti dovremmo fare una class action contro la società Inter per i danni alle coronarie subiti assistendo alle partite di Handa e compagni.

Questa storia del calo fisico e mentale dal 60° di ogni match mi fa impazzire. La consuetudine va avanti dall’inizio del campionato e penso sia uno dei problemi principali da risolvere se si vuole ambire ad alzare qualche trofeo. Non so se si tratti di calo fisico, se dopo il vantaggio la squadra si rilassi, se la scarsa qualità delle seconde linee sconsigli la sostituzione degli elementi più provati. Certo che anche Conte non sembra uno propenso alle sostituzioni tempestive. Ieri sera, per esempio, ha tardato ad inserire Sanchez e, al posto di Lautaro, avrei sostituito Lukaku, ché mi sembrava più stanco. Finendo con le note negative, secondo me, abbiamo due coppie di esterni inadeguate. I titolari di ieri non sono malaccio, ma durano un tempo e i loro sostituti sono, non solo, inutili, ma addirittura dannosi, dal basso della loro evanescenza.

Veniamo alle cose positive. Eriksen, finché ne ha avuto, mi è piaciuto molto. Con lui in campo ci sono soluzioni più imprevedibili in avanti, più manovrate della solita palla lunga all’attaccante ed i gol sono stati di ottima fattura. Di sicuro, sarà stato agevolato dall’iniziale inconsistenza doriana, ma la sua classe e la sua intelligenza calcistica illuminano il gioco offensivo, anche se il suo ridotto raggio di azione un po’ squilibra la squadra. Compito di Conte è quello di trovare un assetto compatibile. Io non posso aiutarlo: ho appena smesso i panni del virologo e vorrei riposare un po’.

In difesa, oltre al solido Skriniar ed al pimpante Bastoni (ancora qualche perdonabile incertezza dovuta alla giovane età, ma di sicura prospettiva), De Vrij ha mostrato qualche difficoltà. Speriamo si rimetta dagli acciacchi che lo hanno interessato e che torni presto quello di prima della sosta forzata.

A centrocampo si è sentita la mancanza di Brozovic, ma Barella mi è piaciuto e Gagliardini ha fatto il suo, lasciando comunque capire che ci sarà spazio del nonno Borja. Degli esterni ho già parlato. In attacco, ottima l’intesa tra Lautaro, Lukaku ed Eriksen. Peccato per il calo nella ripresa.

Ieri abbiamo messo in carniere i tre punti e questo era fondamentale. Non facciamoci, però, illusioni. Abbiamo davanti un tour de force notevole e, vuoi per l’entità del distacco, vuoi per la scarsa profondità della rosa, vuoi per i nostri vizi atavici, non sarà facile reggere il ritmo e insidiare la Lazio e quelli lì. Abbiamo, comunque, il dovere di raccogliere più punti possibile per approfittare di eventuali cadute di chi ci precede. E la cosa, per come si è sviluppata la stagione, potrebbe essere possibile.

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