Inter – Sassuolo 3 – 3

Il Sassuolo si conferma una bestia nera, ma la cabala o la statistica nulla hanno a che vedere con una partita conclusa con un pari che spazza ogni, sia pur minima, speranza di scudetto.

Il Sassuolo, per lunghi tratti della partita, ci ha sovrastato sul piano del gioco, esprimendo un palleggio stile Barcellona del quale i nostri non hanno capito molto. Alla fine ci tocca pure recriminare nei confronti della malasorte, perché se lo sciagurato Gagliardini non avesse emulato Egidio Calloni, mandando alto un pallone che chiedeva solo di essere spinto in rete, avremmo chiuso la partita e adesso staremmo parlando di una vittoria, magari stentata, e di due punti in più nel carniere. Anche Candreva non ha voluto essere da meno e, nel secondo tempo, si è letteralmente divorato un gol che avrebbe potuto cambiare il corso del match. Si vede che non era serata e che qualcosa ha impedito che il risultato fosse diverso da quello, giusto, che si è concretizzato, alla fine, sul rettangolo di gioco.

La partita si era messa quasi subito male per i nerazzurri, colpiti da Capuano, che aveva realizzato con una facilità estrema, complice una distratta fase difensiva, il momentaneo vantaggio emiliano. L’Inter era riuscita, pur correndo qualche rischio, a ribaltare la situazione e a chiudere in vantaggio la prima frazione con un rigore splendidamente realizzato da Lukaku ed un bel gol di Biraghi, dopo un efficace scambio con Sanchez.

La formazione iniziale mi aveva lasciato perplesso per l’eccessivo turnover. Le scelte in difesa hanno mostrato la loro inadeguatezza, ed il reparto ha spesso “ballato” eccessivamente. Ranocchia ha sulla coscienza il primo gol del Sassuolo e Bastoni mostra ancora qualche sbavatura difensiva, a fronte di una buona fase di spinta. Nella ripresa, tanto per farci del male, sono entrati i presunti titolari e ne hanno combinate più di Bertoldo. Young ha procurato, in modo dissennato, il rigore del primo pareggio del Sassuolo, dopo aver rischiato un altro penalty, per un tocco di mano, fortunatamente considerato non falloso. Lo stesso Young è il primo dei tre difensori imbambolati che, dopo un’opposizione di Lautaro (altro subentrato) da calcio femminile, hanno guardato il pallone che lemme lemme arrivava sui piedi del giocatore emiliano che lo avrebbe spinto in rete, per il secondo e definitivo pareggio, dopo il gol di Borja che ci aveva illuso.

Di alcuni singoli ho già parlato. Altri da menzionare, nel bene o nel male, non me ne ricordo. Eriksen è andato un po’ a sprazzi, dando l’impressione di illuminare il gioco quando ne ha avuto l’occasione. Peccato che il supporto del disastrato centrocampo di ieri sera, sia stato risibile.

Concludendo, il pari è stato giusto e ha sancito la manifesta infondatezza della teoria che dava l’Inter tra le candidate allo scudetto. Per tornare ad essere seriamente competitivi, occorre che tutti, società e allenatore colmino le lacune della squadra, che non sono poche. Adesso pensiamo a recuperare qualche infortunato e a non mollare, evitando di dilapidare il vantaggio per il posto nella prossima Champions League. Anche Conte deve trovare la quadra ed è atteso ad un compito non facile per il quale, comunque, è lautamente compensato.

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