Inter – Getafe 2 – 0

Pratica Getafe/ottavi di finale archiviata con una vittoria con il più classico dei risultati: 2 – 0, con un gol per tempo. Risultato giusto per i valori in campo, anche se non sono mancati momenti di tensione. D’altra parte siamo l’Inter e la sofferenza è d’obbligo, un marchio di fabbrica.

Abbiamo sofferto nei primi venti minuti, presi di sorpresa da un avversario arrembante che ci ha messo in grosse difficoltà. È servito il miglior Handanovic per negare il gol agli spagnoli, guidati da un Cuccurella, praticamente, imprendibile. Nella seconda metà della prima frazione di gioco è apparso evidente come i ragazzi abbiano preso il controllo del match, coronando la supremazia con uno splendido gol di Lukakone nostro, ben imbeccato da Bastoni. Fino a lì il belga non aveva brillato, anche perché latitavano le solite verticalizzazioni su di lui. Sul lancio, Romelu ha innestato la quarta (o la sesta, per le auto più moderne), ha protetto il pallone e ha lasciato partire un fendente di sinistro che, dopo essere passato tra le gambe del difensore, si è insaccato nell’angolo alla sinistra del portiere, che, nulla ha potuto fare di diverso dal raccogliere il pallone dal fondo della rete, mentre in un paio di precedenti occasioni aveva negato il gol ai nerazzurri. Non è la prima volta che Lukaku segna nonostante sia coperto, per cui il gol è da attribuire, più che alla buona sorte, alla capacità del nostro bomber di trovare il tempo giusto per assestare la stoccata decisiva.

Nella ripresa, anziché cercare il gol della sicurezza, i ragazzi hanno dato l’impressione di voler gestire il risultato, cosa in cui non eccelliamo, correndo il rischio di beccare il solito gollonzo. Rischio che si è materializzato a poco meno di venti minuti dal novantesimo, quando il VAR ha scovato un fallo di mano in area di Godin con la conseguente assegnazione di un rigore a favore degli spagnoli. Sul calcio dagli undici metri è stato molto bravo Handanovic, che è rimasto in piedi fino all’ultimo, inducendo Molina a tirarlo fuori. Passato lo spavento, con il conseguente contraccolpo psicologico degli spagnoli, l’Inter ha ripreso a macinare gioco e con Eriksen, da poco subentrato per Brozovic, ha messo in cassaforte la qualificazione. Mi sono chiesto se non fosse stato il caso di inserire prima il danese, per dare più imprevedibilità al gioco offensivo in un momento in cui era importante chiudere il match. Ma, ormai lo sappiamo, il nostro mister ha la tendenza a non fare cambi, se non verso la fine degli incontri. Il merito del gol è quasi tutto da ascrivere a Eriksen, che ha impostato l’azione e, con uno dei suoi tempestivi inserimenti, ha messo in rete un pallone maldestramente rinviato da un difensore avversario.

Ottimo, quindi, l’impatto di Eriksen sul match e continuo a chiedermi se il danese non possa essere utilizzato più proficuamente, anche alla luce del fatto che a centrocampo non è che abbiamo tutti questi fuoriclasse. Conte, come altre volte evidenziato, deve lavorare sull’assetto per inserire con continuità l’ex Tottenham, giocatore con ottima tecnica, buona visione di gioco e capacità realizzative, anche su tiro piazzato, superiori agli altri membri della rosa.

Sul fronte dei singoli, ottima la prova di Handa e buona quella dei tre di difesa, con una menzione particolare per un Bastoni decisivo, sia nella fase difensiva, sia in quella offensiva. Gli esterni hanno fatto il loro, con D’Ambrosio, inizialmente in affanno, cresciuto alla distanza. Buona la prova dei centrocampisti, con Barella in gran spolvero, Brozo limitato dalla marcatura ad hoc di Timor e Gagliardini, autore anche di buone cose, alle prese con le sue lacune tecniche e dinamiche. Gli attaccanti, cercati meno rispetto al solito, hanno fornito una prestazione poco più che sufficiente, con un punto in più per Lukaku per lo splendido gol. Anche Sanchez, entrato nella ripresa al posto di Lautaro, si è mantenuto sui livelli dei compagni di reparto.

L’avventura, quindi, prosegue ed il prossimo avversario dovrebbe essere il Bayer Leverkusen, squadra più attrezzata del Getafe, che ha confermato di essere un team difficile da affrontare, che fa una buona densità a centrocampo e controlla l’avversario, facendolo giocar male. Ottimo, come detto prima, Cuccurella, unico giocatore di livello della squadra. Gli altri sono dei comprimari, anche se ben assemblati e sistemati in campo. Per i prossimi turni, quanto visto ieri sera potrebbe non bastare, ma la squadra mi è parsa in crescita, con una buona condizione fisica, anche se è da migliorare quella psicologica. Le premesse per crescere e migliorare ci sono. Attendiamo con fiducia il proseguo del torneo, sperando di arrivare fino in fondo e nobilitare una stagione, tutto sommato, già positiva.

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