A proposito di lockdown

(Foto presa dal web)

Tanti dementi, ahimè, sbraitano contro la sospensione dei diritti democratici e l’uccisione dell’economia, soprattutto privata, al fine di mettere tutto sotto il controllo di Stato e UE.

Non mi sembrano invidiabili le situazioni dei paesi che non hanno tempestivamente attuato il lockdown, per non parlare di quelli a guida sovranista: molti più contagi e morti e PIL ugualmente in discesa.
Ultimamente, il dibattito si è spostato sul fatto che non fosse necessario chiudere tutto il paese. I “cazzari” ignorano che la situazione del sistema sanitario del Centro-Sud non avrebbe retto minimamente e che tante persone che lavoravano al Nord si erano precipitate nei luoghi di origine quando era stato paventato il lockdown.
Vedremo, da settembre, cosa succederà sul fronte sanitario e su quello economico. Auguriamoci che non si molli la presa e che non si abbandonino le misure di sicurezza di buon senso: mascherine e altri dispositivi di salvaguardia, tracciamenti, chiusura dei luoghi soggetti ad assembramenti.
La salute è la prima cosa da salvaguardare e con il buon senso e l’educazione civica si possono tutelare le vite, in special modo dei soggetti a rischio, e l’economia.
Solidarietà, infine, ai lavoratori in smart working, che, spesso, lavorano di più e devono sentrsi insolentire da giornalisti (?) ed economisti (?) che pontificano dalla villeggiatura in montagna o al mare.

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