Inter – Bayer Leverkusen 2 – 1

Una partita da vincere con una goleada si è trasformata in una lunga sofferenza, in pieno stile pazza Inter. Troppi gol sbagliati e decisioni arbitrali cervellotiche (il secondo rigore prima concesso e poi annullato dal VAR e il fallo inesistente fischiato a Lukaku nel finale) hanno fatto sì che il risultato sia rimasto in bilico fino alla fine.

L’Inter ha giocato una buona partita, soprattutto nel primo tempo, quando ha soffocato sul nascere tutte le azioni del Bayer e colpito due volte, con Barella e Lukaku, oltre ad aver sbagliato alcune facili occasioni. Non so se per precipitazione, imprecisione o superficialità, ma è mancato il colpo del ko, che avrebbe chiuso il discorso con largo anticipo e minor usura delle nostre coronarie. Subito dopo aver sprecato una grande occasione, siamo sempre nel primo tempo, abbiamo concesso il gol ai tedeschi, che, dopo una serie di rimpalli favorevoli, hanno segnato, rimettendo in discussione un incontro, fin lì, senza storia. Segnalo l’errore di Godin (comunque ottimo per tutto il resto della partita), non salito a mettere in fuorigioco il marcatore tedesco e la sensazione che Handa potesse fare di più sul forte tiro dell’avversario.

Nella ripresa, Conte ci ha sorpresi inserendo Eriksen e Moses intorno al 60° e non nei dieci minuti finali, come al solito. L’impatto del danese sulla partita è stato ottimo ed è servito a vivacizzare il gioco offensivo, dopo una fase in cui il Bayer stava attuando una pressione maggiore alla ricerca del clamoroso pari. Dopo altre occasioni mancate, un secondo rigore concesso e poi annullato e una sterile supremazia territoriale dei tedeschi, si è arrivati alla fine della partita, che ha sancito l’accesso alla semifinale contro la vincente tra Shakhtar e Basilea. Pur tra i patemi sofferti, la sensazione è che la squadra sia in crescita. Se, dopo il Getafe, pensavo che il livello raggiunto dalla squadra potesse non bastare per arrivare in fondo alla competizione, la prestazione di ieri mi lascia più tranquillo: aggiustiamo un po’ la mira e potremo arrivare in finale, magari con minor sofferenza.

Sul fronte dei singoli, segnalo l’ottima prova di Bastoni, ormai padrone della maglia di centrale di sinistra. Buoni anche i colleghi di reparto, errore di Godin a parte. Sufficienti gli esterni, a centrocampo Brozovic non mi è sembrato in serata e Gagliardini ha mostrato i suoi, ormai acclarati, limiti. Buono Barella, finché ne ha avuto, anche se, a tratti, è apparso un po’ confuso e impreciso. Discreta la prova di Lautaro e mostruosa la partita di Lukaku. Il belga, se fosse un pelo più preciso, farebbe ancora più gol delle caterve che ne segna. In più il suo lavoro per la squadra è preziosissimo e irrinunciabile. Altro che il palo della luce messo lì, a centro area, ad aspettare il pallone da spingere in rete.

Molto più di quanto non dica il risultato di misura, ho buone sensazioni per il proseguo di questa strana edizione dell’Europa League. Spero si trovi più spazio per Eriksen, che non può essere relegato nel ruolo di riserva di Gagliardini. Specialmente in Europa, la tecnica del danese, può essere l’arma vincente. Adesso la parola d’ordine è recuperare energie (ieri i ragazzi hanno speso tanto), per arrivare al meglio alla semifinale di lunedì prossimo. Speriamo di vedere un ulteriore upgrade dei ragazzi di mister Conte.

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