Appena letto – Un Uomo Molto Cattivo – Giuseppe Di Piazza

Secondo romanzo di Giuseppe Di Piazza, pubblicato nel 2013, che ho letto adesso, dopo aver apprezzato le storie, più recenti, di Leo Salinas.

Il protagonista del romanzo è Sari De Luca, amministratore delegato di uno dei più importanti gruppi editoriali d’Italia, con sede a Milano. Nato e cresciuto all’ombra del Duomo, da genitori trasferitisi nel capoluogo meneghino da Palermo, e rimasto orfano da ragazzino, Sari è stato adottato dal socio in affari del padre, papà Nanni. La sua brillante carriera lo ha portato a diventare un manager di successo che conduce una vita lussuosa, animata da un figlio, avuto dal primo matrimonio, una moglie frivola che ricorre, spesso e volentieri, alla chirurgia plastica e una “fidanzata” di venticinque anni più giovane con la quale vive un rapporto libero, ma molto coinvolgente. Sari ignora le sue radici, fino a quando non viene contattato da un cugino siciliano, boss mafioso, che rapisce la “fidanzata” per costringerlo a fare da prestigioso prestanome in un affare legato ad un parco di pale eoliche nel cuore della Sicilia. Sari scopre che suo nonno, Rosario De Luca come lui, era stato un potente boss mafioso ai tempi del sacco edilizio di Palermo e si trova ad affrontare una situazione nella quale si verificano non pochi colpi di scena.

La scrittura è piacevolmente scorrevole, anche quando indugia nelle descrizioni di luoghi, persone e stati d’animo. La trama parte piano e ti cattura, man mano che si evolvono gli eventi, con momenti di vera e propria emozionante sorpresa, anche se il finale è leggermente annunciato. I personaggi sono ben disegnati, anche se il protagonista può risultare antipatico per lo sfarzo del suo tenore di vita ed il disinvolto approccio alle faccende sentimentali. Il boss mafioso e la sua cricca possono apparire, talvolta, come macchiette, cosa che li fa sembrare poco realistici. Gli altri personaggi sono ben inseriti nel contesto del mondo produttivo lombardo, che l’autore mostra di aver vissuto e conosciuto, così come i luoghi in cui è ambientata la storia.

Ho apprezzato di più le storie di Leo Salinas, ma anche questo romanzo l’ho letto con piacere e coinvolgimento. Apprezzabile il filo di tensione che si sviluppa e che, durante la lettura, mi ha fatto sobbalzare più di una volta. Dopo I Cinque Canti di Palermo, spero di tornare presto a leggere l’ottimo Di Piazza.

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