Benevento – Inter 2 – 5

Mi aspettavo una gara più difficile per l’Inter. Il Benevento aveva esordito con la vittoria esterna sulla Sampdoria, anche se i genovesi sono una squadra, di questi tempi, piuttosto abbordabile. A leggere la formazione dei campani, poi, la sensazione era che fosse una compagine piuttosto forte, anche se stagionata in alcuni elementi. Invece, la gara, sbloccata dopo meno di un minuto con un gol di Lukaku, su assist di Hakimi, dopo che alla mezzora eravamo già avanti di tre gol, si è trasformata in un allenamento vero e proprio, con ritmi adeguati alla sgambata.

Il fatto che si sia trattato di una partita senza storia, non significa che non si possano trarre spunti dalla gara di ieri sera. La doverosa premessa è che sarebbe bene evitare trionfalismi, visto il divario di valori in campo e le favorevoli circostanze che hanno caratterizzato lo svolgimento della partita. Prendiamo i tre punti e apprezziamo le buone prestazioni di alcuni dei nostri ragazzi ed il punteggio pieno, ma prendiamo consapevolezza del fatto che mostriamo ancora troppe sbavature, sulle quali occorre lavorare alacremente.

Non mi soffermo sulla cronaca, poco significativa, visto che il risultato non è mai stato in discussione, anche tenendo conto dell’atavica pazzia del team nerazzurro. La prima nota positiva è la prestazione di Hakimi, imprendibile sulla fascia e autore di due assist e un gol. Il marocchino appare già ben inserito nel gioco della squadra e costituisce un notevole upgrade rispetto ai predecessori. Forse è ancora presto per affermazioni definitive, ma era dai tempi di Maicon che non avevamo un giocatore, sulla fascia destra, così forte. Ottima la prestazione di, udite, udite, Gagliardini, autore di assist, aperture alla Suarez (quello dell’Inter herreriana, non il poliglotta) e un gol. Una nota di merito anche per Sanchez, che ha messo lo zampino in parecchi dei gol e, pur non avendo segnato, ha fornito una prestazione maiuscola nella posizione di regista offensivo. Altro giocatore che mi è piaciuto molto è Vidal, presenza di qualità e quantità in mezzo al campo, anche se ha sbagliato un gol facile facile. Il cileno ha anche personalità da vendere e spero tanto che l’infortunio che lo ha costretto ad uscire non sia niente di grave.

Buone anche le prestazioni di Lukaku, Lautaro e Young, mentre quasi tutti gli altri si sono guadagnati la sufficienza. Le note negative vengono da Handanovic per lo sciagurato rinvio che ha portato al primo gol del Benevento e da Kolarov, punto debole del trio di difesa, saltato troppo facilmente nelle azioni pericolose dei campani. Il serbo, forse inadatto al ruolo di terzo difensore, abbina alla scarsa attitudine uno stato di forma discutibile che, speriamo, sia attribuibile ad un ritardo di condizione, più che ad un definitivo declino dovuto alla non più verde età. Anche gli altri balcanici, Brozo e Perisic, hanno lasciato a desiderare e c’è da sperare che, con la chiusura del “mercato”, che li vede tra i probabili partenti, riacquistino serenità e convinzione. Perisic si è divorato un gol e non smette di dare l’impressione di essere inconcludente, mentre Brozovic, autore di uno svarione che è costato il secondo gol beneventano, sembra non trovare la giusta posizione in campo e appare confusionario e pasticcione.

Complessivamente, la fase difensiva mi è sembrata insufficiente e attribuirei questa circostanza, oltre che all’inadeguatezza al ruolo di Kolarov (autore, però, di un bellissimo cambio di campo, in occasione del primo gol), alla scarsa copertura del centrocampo. Il mister dovrà lavorare su questo aspetto e la società dovrà accantonare l’idea di cedere Skriniar (altro disturbato dalle voci di mercato). Penso siano disponibili le risorse umane e tattiche per dare compattezza difensiva alla squadra.

Un discorso a parte merita Handanovic. Ultimamente non sembra più sicuro come nelle scorse stagioni. Ieri, svarione a parte, ha anche compiuto un paio di interventi decisivi, ma la sensazione è che sia in manifesta fase calante e che sia necessario procedere a programmare una sua sostituzione nel breve periodo.

Una nota particolare merita la prestazione negativa dell’arbitro Piccinini. Il risultato rotondo ha nascosto i macroscopici errori del giudice di gara che ha sorvolato su un paio di falli in area del Benevento e fermato, per un fallo inesistente, Lukaku, lanciato in gol con la porta vuota davanti a sé. Questo signore, se vorrà fare carriera, dovrà migliorare di parecchio il suo rendimento.

Il campionato è cominciato bene. Ci sono delle cose da sistemare: la fase difensiva, l’inserimento di alcuni giocatori, il ritorno su buoni livelli di altri. La rosa va sfoltita negli elementi veramente in esubero (Vecino e Joao Mario, per esempio) evitando di cedere giocatori che possono essere ancora molto utili, specialmente in prospettiva. Come già detto, Skriniar, ancora molto giovane, va tenuto, anche perché sarebbe fondamentale se si tornasse alla difesa a quattro. Le premesse per una buona stagione ci sono tutte. Il lavoro sugli aspetti da migliorare può renderci competitivi a tutti i livelli.

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