Inter – Milan 1 – 2

I timori della vigilia di questo derby si sono concretizzati tutti. Le assenze pesanti per covid, i rientri dalle nazionali a immediato ridosso della partita, le non buone condizioni di Sanchez e la squalifica di Sensi costituivano una vera e propria emergenza, a fronte della quale sarebbe stato necessario trovare delle varianti al solito assetto, cosa che non è stata fatta, ammesso che sia nelle corde del nostro mister. A ciò aggiungiamo il fatto che il Milan veniva dal buon finale della stagione scorsa e da un avvio, seppure contro avversari non irresistibili, al fulmicotone oltre alla legge dei grandi numeri, visto che i rossoneri non vincevano un derby dai tempi di Carlo Codega. L’occasione era, per loro, troppo ghiotta. Tutto è andato come si poteva prevedere, ma rimane il rammarico, se non l’incazzatura, per non aver saputo, almeno, pareggiare contro una squadra che, gol di Ibra a parte, non ha tirato in porta, dimostrandosi candidata ad un posto in Europa League, se le cose le andranno bene.

Non lo scrivo perche mi rode, ma il Milan mi è sembrato poca cosa. Pensavo fossero meglio, ma, invece, sono scarsi dietro, unicamente fisici a centrocampo e con esterni limitati, ma di ruolo. Solo Calhanoglu sembra un buon interprete, oltre ad Ibrahimovic, che, a 39 anni suonati, fa ancora la differenza nel, pur disastrato, campionato italiano. Non aver ottenuto punti contro questi avversari, seppur in condizioni di emergenza, è una colpa grave e l’allenatore dovrebbe trarne le dovute conseguenze.

Tralascio la cronaca, che ci ha visti in crisi dal 13° (rigore di Ibra) al 29°, quando il gol di Lukaku ha riaperto la partita dopo il raddoppio dello svedese, mentre per il resto dell’incontro abbiamo creato tante occasioni non concretizzate per gravi colpe dei finalizzatori e per un certo pasticciare in fase di impostazione. Il Milan, pur non inquadrando la porta, ha creato qualche situazione di pericolo per Handanovic, soprattutto per le enormi deficienze della nostra fase difensiva e del reparto arretrato più in particolare. Non si era già visto che Kolarov (autore del fallo da rigore e corresponsabile sul secondo gol) non può giocare tra i tre di difesa? Il serbo, ammesso che abbia ancora qualcosa da dare, è assolutamente deleterio in quella posizione. Non sarebbe stato meglio schierare il pur non trascendentale Darmian, che ha caratteristiche più da difensore, o schierare una difesa a quattro con Ranocchia e De Vrij? La scarsa attitudine difensiva di Kolarov era aggravata dalla presenza, sul lato opposto, di D’Ambrosio, anche lui adattato e saltato con estrema facilità dagli onesti pedatori rossoneri che frequentavano la sua fascia. Persino io, commissario tecnico della nazionale di divano estremo, avrei cercato tutte le soluzioni alternative pur di non schierare, insieme, i due esterni del trio difensivo di ieri sera. Possibile che tecnici celebrati e adeguatamente retribuiti non sappiano andare oltre il loro solito canovaccio tattico?

Per quanto riguarda gli altri, buono Hakimi, calato nel secondo tempo, pimpante Lautaro e discreto Lukaku, anche se impreciso nelle occasioni che gli sono capitate. Disastrosi Brozovic e Perisic, a completare l’obbrobrio balcanico. L’esterno croato non è adatto al ruolo che gli ha attribuito Conte: impalpabile in avanti e inesistente in copertura, ad aggravare le ambasce di Kolarov. Vidal ha svolto il compitino, mentre Barella, il migliore a centrocampo, ha tamponato e corso, anche se, talvolta, in modo un po’ arruffato.

Capitolo a parte, Eriksen. Conte non lo vede e questo si è capito. Bisogna capire fino a che punto ci sia accanimento verso di lui e quanto il danese non faccia abbastanza per meritare maggiore considerazione. Oggi, forse e se sta bene, Sensi rende più di Eriksen, che non sta confermando le qualità mostrate nelle sue precedenti esperienze. Colpa sua o di chi non sa come usarlo? Di certo, il giocatore non sembra aver dimostrato di meritare la centralità recentemente reclamata, in ciò non aiutato dall’operato di Conte.

Solo un’annotazione sull’arbitro: insufficiente. Ha permesso ai rossoneri di picchiare, sorvolando su falli molto evidenti. Ineccepibile il rigore su Ibra e giusto, ahimè, non dare quello su Lukaku, ma la condotta generale mi è sembrata non adeguata.

Mercoledì ci sarà l’esordio in Champions. Non ci arriviamo bene. Speriamo in un sussulto che consenta di partire meglio di quanto non stiamo facendo in campionato. La Serie A sta registrando risultati sorprendenti: gli incolori, la Lazio, l’Atalanta (perdere a Napoli ci sta, ma non così) e l’Inter stentano, ma il torneo è ancora lungo e, per quanto condizionato dal covid, finirà per tornare ad essere coerente con i valori delle squadre. Per quanto ci riguarda, dobbiamo darci una svegliata e cominciare a mettere la squadra davanti a convinzioni tattiche e atteggiamenti narcisistici.

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