Inter – Borussia M. 2 – 2

La nostra beneamata, purtroppo, continua a balbettare. Il periodo che stiamo attraversando, tra covid, infortuni e integralismi tattici, non è dei migliori (eufemismo) e la sensazione è che anche la buona sorte ci abbia girato le spalle. Anche ieri, contro una squadra rognosa, ben organizzata a difesa della propria porta, abbiamo fallito di un soffio due o tre occasioni che, se realizzate, avrebbero indirizzato diversamente il match.

Alla fine, invece, siamo qui a lamentarci per una mancata vittoria in una partita alla nostra portata, con il retrogusto della sensazione che, alla fine e per come si erano messe le cose, ci sia pure andata bene. La cronaca della partita può esaurirsi nel dire che il Borussia, nel primo tempo, ha contrastato in maniera ordinata il nostro compassato gioco, cercando di colpire in ripartenza, pur senza creare grossi pericoli per la porta di Handanovic. Nella ripresa, il solito Lukaku ha siglato la rete dell’illusorio vantaggio, poi ribaltato dai tedeschi, pronti a sfruttare due graziosi cadeau nerazzurri. Meno male che, alla fine, ci abbia pensato il nostro miglior uomo in campo a ristabilire la parità, per un risultato, come detto prima, che delude, ma solleva. Dopo lo scivolone del Real (che pazzo il calcio in epoca covid!), il pareggio non è un buon risultato, figuriamoci la sconfitta. A voler vedere gli aspetti positivi, può rallegrarci la reazione della squadra che ha portato al gol del pari.

Tra le considerazioni che mi vengono da fare, la prima riguarda la circostanza che il Borussia non abbia giocato sulle nostre debolezze: raramente hanno puntato il lato di Kolarov e Perisic (un po’ più attenti rispetto alle ultime uscite, anche se poco sollecitati). Ci è andata bene.

Un’altra considerazione riguarda l’apporto degli uomini di esperienza. Conte, la passata stagione, si lamentava perché non si può pretendere di fare strada in Champions con giocatori quasi esordienti come Barella e Sensi. Ieri, i due gol del Borussia sono scaturiti da errori di uno degli elementi più abituati a navigare nel mare del calcio europeo. Il rigore causato da Vidal, fin lì autore di una prestazione dignitosa, è di una ingenuità estrema. Lo stesso cileno, momentaneamente retrocesso sulla fascia destra per coprire la sortita offensiva di Bastoni, non si è neanche accorto dell’inserimento del giocatore tedesco che si è involato, solitari, verso la porta di Handanovic, a siglare la rete del momentaneo vantaggio del Borussia. Segnalo anche che il parimenti ingenuo rigore su Ibra, nell’infausto derby, era stato causato da un altro elemento di grande esperienza come Kolarov.

Continuiamo a prendere troppi gol, sia contro avversari arrembanti, sia contro squadre più guardinghe. Ieri li abbiamo regalati, ma l’assetto difensivo, per fortuna poco sollecitato, non mi lascia comunque tranquillo. Su questo aspetto bisogna lavorare. Quando è entrato Bastoni, Kolarov, spostato più avanti, in un ruolo a lui più congeniale, ha reso di più (finalmente uno che batta i corner come si deve). Forse anche Vidal andrebbe spostato più avanti, lasciando a Barella i compiti di copertura.

Sul fronte dei singoli, detto che i due esterni del trio difensivo se la sono cavata, ho constatato la crescita di De Vrij, tornato su livelli a lui più consoni. A centrocampo, detto di Vidal, generosa, anche se un po’ confusionaria, la prestazione di Barella. Eriksen si è mosso benino, meglio del solito, e non lo avrei sostituito con il Brozo di questi tempi. Il danese, per quanto poco incline alla pugna, può fare di più e gli darei maggiore continuità. Sugli esterni, il solito Perisic, inconcludente ma un po’ più attento in copertura, ed un ottimo Darmian, almeno in relazione alle attese: ha mostrato personalità e di essere un buon interprete del ruolo. Potrà essere molto utile nel corso della stagione. In attacco, ottima prestazione di Lukaku, arruffona e impalpabile quella di Sanchez. Meglio Lautaro, nella ripresa.

In conclusione, risultato insoddisfacente e problemi ancora insoluti. Speriamo di risolvere presto le situazioni di deficit fisico, per poter affrontare al meglio le altre criticità. La strada è ancora lunga, sia in campionato, sia in Champions, e anche gli altri pretendenti al titolo non stanno brillando, però sarebbe meglio recuperare competitività al più presto, per evitare future situazioni da dentro/fuori. Un pensierino finale su Sensi: pare che abbia avuto l’ennesimo problema muscolare. Oltre alla sfiga e a connaturate caratteristiche fisiche, siamo sicuri che si amministri come dovrebbe?

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