Shakhtar Donetsk – Inter  0 – 0

Alla fine è rimasto l’amaro in bocca per una partita dominata, senza che si sia riusciti a portare a casa i tre punti. Gli ucraini hanno ottenuto il risultato che, tutto sommato, gli stava bene e possono guardare con ottimismo la loro situazione nel girone, anche se la strada è ancora lunga.

Dicevo che la partita è stata dominata dall’inizio alla fine, anche se questo non è stato sufficiente per realizzare neanche la miseria di un gol. Il predominio non ha dato i suoi frutti per l’accorta difesa dello Shakhtar, squadra disposta in campo molto corta e che non concedeva gli spazi necessari a creare pericoli. Inoltre, il gioco dei nerazzurri è apparso lento e monocorde, con l’unica soluzione del lancio a cercare l’imbucata, prontamente neutralizzata dagli ucraini, che, puntualmente, raddoppiavano la marcatura. Quelle poche volte che lo sterile gioco ha avuto successo, abbiamo beccato due volte la traversa e messo lo sciagurato Lautaro davanti alla porta sguarnita, senza che l’argentino riuscisse a inquadrare l’obiettivo.

Pochezza di soluzioni, scarso ritmo, ancor di più alla distanza, e una buona dose di sfortuna hanno confezionato questo amaro pari. Forse, per il gioco praticato e per l’inconsistenza offensiva degli avversari, avrei inserito Eriksen prima, anche se il danese, di questi tempi, non sembra in grado di esprimere le sue grandi potenzialità, ammesso che non le abbia smarrite del tutto. È entrato a circa dieci minuti dal novantesimo, ma nessuno se ne è, praticamente, accorto.

Una cosa positiva può essere evidenziata: per la seconda gara consecutiva, non abbiamo preso gol. La mancata riproposizione di Kolarov nei tre di difesa, può aver contribuito alla ritrovata solidità del reparto arretrato, così come una maggiore copertura del centrocampo, dove Brozovic sembra stia tornando, lentamente, su livelli accettabili, mentre Young copre più di Perisic e Vidal staziona a centrocampo, limitando le sortite offensive. C’è da dire che questa collocazione del cileno sembra gli sia poco congeniale, dato che ne limita le capacità di inserimento e conclusione a rete. Anche ieri, come nelle ultime uscite, Vidal è sembrato tutt’altro che irresistibile.

Per concludere il discorso sui singoli, Lautaro è apparso nervoso, impreciso e inconcludente. Imperdonabile l’errore a porta vuota. Lukaku mi è sembrato meno preciso e incisivo del solito, specie nel secondo tempo. Anche Young è calato alla distanza e Bastoni è apparso lento e confusionario in fase di costruzione, anche se solido in copertura. Buono Hakimi, sufficienti D’Ambrosio e De Vrij. Senza voto Handanovic, autore di una sola parata, su tiro centrale.

Il risultato brucia, ma credo che la squadra stia crescendo. Le prossime due partite con il Real ci diranno a che punto siamo. Qualche soluzione di gioco, diversa dal dare palla agli attaccanti spalle alla porta, andrà individuata. Il recupero dell’ormai lungo degente Sensi o di un Eriksen decente, potrebbe aiutare. La qualificazione è ampiamente alla portata, anche se non ci sono più grandi margini di errore. Tutti i bonus sono stati usati.

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