Appena letto – Fa Troppo Freddo per Morire – Christian Frascella

Non avevo mai letto nulla di Frascella, ma ne avevo sentito parlare su Twitter, in alcuni post che mi avevano incuriosito. Ho, così, voluto leggere il primo romanzo, del 2018, della serie che ha come protagonista il detective privato Contrera, il cui nome di battesimo non è dato sapere, tanto che anche i familiari lo chiamano per cognome.

Comincio con il descrivere il personaggio, che va inquadrato nel filone dei maledetti, un po’ alla Schiavone. Figlio di un integerrimo poliziotto, arruolatosi anche lui, è costretto a dimettersi perché scoperto a spacciare della droga sequestrata. Siccome indagare è l’unica cosa che sa fare, intraprende, con buone capacità, ma alterni riscontri economici, la carriera di investigatore privato, stabilendo la sede della sua attività in una lavanderia a gettone di proprietà di Mohamed, egiziano di origini, nel quartiere torinese di Barriera di Milano. Separato e con una figlia adolescente che non lo può vedere, non ha una casa tutta sua e vive con la sorella e la sua famiglia, idolatrato dai nipoti e, un po’ anche per questo, disprezzato dal cognato, direttore di una agenzia bancaria.

Contrera è particolare: un po’ Paperoga, un po’ Topolino. Può risultare, a seconda dei frangenti, antipatico, inconcludente, avventato, stronzo, oppure generoso, assennato, dotato di sani principi. In certi casi, ammiri la sua sagacia di investigatore, specie se messa a confronto con la supponente superficialità dei suoi ex colleghi; in altri, ti irritano le sue scelte rinunciatarie, i comportamenti irrazionali, pervasi di un certo fatalismo di fondo.

La trama del romanzo parte dall’incarico di tirare fuori dai guai un ragazzo di origini egiziane, commissionato al nostro Contrera da Mohamed, a nome della comunità maghrebina del quartiere Barriera. Il boss albanese, legato alle cosche della ‘ndrangheta, cui il ragazzo deve dei soldi, viene trovato morto con un coltello piantato nel petto e il giovane egiziano viene accusato del delitto. Contrera, unico ad avere dubbi sull’effettiva colpevolezza del ragazzo, cerca di rintracciarlo per metterlo al sicuro, ma lo trova morto in un cantiere. Disprezzato dalla comunità maghrebina, per non aver trovato e salvato il giovane, e osteggiato e minacciato da polizia e ‘ndrangheta, cui va bene che il caso sia chiuso, Contrera prosegue le indagini fino al colpo di scena finale.

La storia mi è sembrata molto ben costruita, con una trama avvincente e assolutamente non scontata. Lo stile è scorrevole e le situazioni mutevoli: si passa da momenti di riflessione a frangenti comici o grotteschi. Un romanzo che si legge molto volentieri, al punto da desiderare, dopo averlo finito, di tuffarsi in una nuova avventura dello scalcinato investigatore privato.

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