Atalanta – Inter 1 – 1

Ancora rimandato l’appuntamento con i tre punti. Un pari a Bergamo non è un cattivo risultato, ma il modo in cui è maturato lascia, ancora una volta, l’amaro in bocca.

Anche ieri abbiamo continuato la tradizione degli scontri diretti senza vittoria. Questa sta diventando una costante che tarpa le ali a qualsiasi ipotesi di conquista di un obiettivo. In questo primo scorcio di stagione, in campionato, abbiamo già incontrato Lazio (pareggio regalato ai biancazzurri), Milan (sconfitta contro una squadra nettamente inferiore, anche se in un buon periodo) e Atalanta, raccattando la miseria di due punti. Di questo passo e senza una svolta, non riusciremo ad essere competitivi per la vittoria finale. In Champions, non ne abbiamo vinta una e non possiamo più sbagliare se vogliamo scongiurare l’ennesima eliminazione ai gironi.

Ancora una volta siamo passati in vantaggio e ci siamo fatti raggiungere, anche se il pari bergamasco è arrivato dopo un periodo di forte pressione dei giocatori della Dea. Altre volte ci avevano raggiunto con gol casuali o frutto di nostri sesquipedali errori, mentre ieri mi è sembrato che la nostra squadra si fosse abbassata troppo a difesa del vantaggio conseguito con un bel gol di Lautaro, ben imbeccato da Young, al 59°. Se, oltre ad abbassarti troppo, sbagli delle facili occasioni come quella di Vidal, che avrebbe chiuso la partita, prendere gol diventa ineluttabile. Infatti, al 79°, il neo entrato Miranchuk, con un colpo da biliardo, al quale Handanovic non ha trovato modo di opporsi, ha insaccato il meritato pari bergamaco. Le partite vanno chiuse quando se ne ha la possibilità, altrimenti si resta con un pugno di mosche in mano.

La partita, nel primo tempo, mi è sembrata piuttosto bloccata. La nostra difesa ha retto, perché corroborata dalla presenza di uno Skriniar appena passabile (e comunque disastroso in impostazione) e più assistita dal centrocampo. Questa circostanza, però, ha tolto sostegno alla manovra offensiva, apparsa sterile. Nella ripresa, stesso canovaccio fino al gol di Lautaro, dopo il quale l’Atalanta ha avuto una fase di appannamento e l’Inter l’opportunità, non sfruttata, di chiudere la gara. Lo scampato pericolo deve aver scosso gli orobici, che hanno chiuso l’Inter nella sua area fino al pareggio, sul quale si è chiuso l’incontro.

L’Inter non mi è dispiaciuta, ma siamo ancora lontani dall’essere una squadra affidabile e competitiva. Lentezza della manovra e imprecisione nei passaggi e nelle conclusioni persistono. Il solo miglioramento della tenuta difensiva non è, da solo, sufficiente. Vedremo, dopo la sosta, se la via, lentamente, intrapresa è quella giusta.

Sul fronte dei singoli, sufficienti difensori ed esterni (anche se Bastoni avrebbe dovuto contrastare meglio Miranchuk). A centrocampo, buono Brozovic, un po’ confusionario, ma complessivamente positivo, Barella e finalmente degna di nota la prestazione di Vidal, che è stato più preciso che nelle recenti occasioni. In attacco, Lautaro ha fatto bene (giudizio positivo per il gol e per il fatto di essere sceso in campo anche se in non perfette condizioni), mentre Sanchez è apparso lontano dai suoi migliori standard.

Ininfluenti i cambi (Eriksen ormai definitivamente relegato in panchina), al contrario di quelli effettuati da Gasperini, che ha pure cambiato modulo, mettendosi a quattro dietro. Cose che noi, forse, non vedremo mai. Gli obiettivi stagionali sono ancora alla portata, anche perché gli altri non corrono, ma occorre darsi una svegliata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...