Inter – Shakhtar Donetsk 0 – 0

Fallimento! Nessun altro sostantivo rappresenta meglio la stagione europea dell’Inter 2020/2021. In linea con il deficitario palmares internazionale del suo allenatore, in continuità con la sconfitta in finale di Europa League dell’anno scorso, quando il gol decisivo del Siviglia era stato causato da una sfortunata deviazione di Lukaku. Anche stasera, il nostro miglior uomo si è reso incolpevole protagonista di un episodio negativo decisivo, quando si è trovato sulla traiettoria del colpo di testa di Sanchez, che si avviava verso il fondo della rete.

Mancava Vidal, l’uomo che doveva portare spessore, personalità ed esperienza internazionale, almeno a detta del mister, suo sponsor, e che è uno dei principali artefici della debacle con le sue stupide espulsioni, i rigori causati ingenuamente e le giocate decisive sbagliate.

La partita è stata ben giocata e controllata nel primo tempo, quando non era necessario, come auspicato da tanti, essere in vantaggio, per non alimentare tentazioni di “biscotto” a Madrid. Nel secondo tempo, quando la situazione in Spagna era indirizzata in modo a noi favorevole, è venuto fuori il braccino corto di mister e giocatori, che non sono stati capaci di battere la squadra ucraina, nettamente inferiore, sulla carta, all’undici nerazzurro.

Lo Shakhtar non si è solo difeso. In certi momenti, ha messo in campo la qualità, caratteristica che manca alla nostra squadra, così come forgiata da Conte. Nel secondo tempo, lo Shakhtar non ci ha fatto toccare palla per minuti, esercitando un efficace palleggio che mi ha ricordato la partita con il Real a San Siro, quando siamo riusciti, con il contributo determinante di Vidal, a farci rifilare due pappine dal peggior Madrid di sempre.

Fare la conta dei migliori e dei peggiori è un esercizio cui, questa volta, mi sottraggo. Mi rimane solo l’impressione della mancanza di qualità tra gli elementi della nostra squadra, dell’incapacità di fare la giocata che ti consente di sparigliare le carte e mi chiedo se possiamo permetterci, per esempio, di emarginare un signor giocatore come Eriksen. Ad oggi, i risultati di mister Conte sono deficitari e impressiona la circostanza che nelle partite decisive e negli scontri diretti, quasi sempre, le abbiamo buscate.

Se non vinci la partita decisiva con lo Shakhtar a San Siro, hai meritato di non passare il turno e il risultato del campo è inappellabile. L’eliminazione è figlia di un girone giocato veramente male, ma la mancata vittoria di stasera è assolutamente imperdonabile. Come tifoso nerazzurro, ho spesso sentito in pericolo le mie coronarie, ma stasera provo una profonda delusione e sento vacillare la speranza di portare a casa, quest’anno, qualche trofeo. Se non si cambia (non necessariamente la guida tecnica), si va incontro ad altri fallimenti.

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