Appena letto – Buio per i Bastardi di Pizzofalcone – Maurizio De Giovanni

Romanzo del 2013, secondo della serie dei Bastardi e terzo con protagonista l’ispettore Lojacono. I Bastardi sono un gruppo di poliziotti scartati da tutti i commissariati della città e concentrati nel presidio di Pizzofalcone, prossimo alla chiusura perché alcuni agenti della vecchia squadra, i Bastardi, appunto, avevano venduto della droga sequestrata ai trafficanti. Anche Lojacono, valente investigatore, è stato mandato lì dalla Sicilia a causa di alcune dichiarazioni di un pentito di mafia, che lo accusava, ingiustamente, di aver passato informazioni alla criminalità organizzata. Ai nuovi arrivati si aggiungono i due “sopravvissuti” Pisanelli e Ottavia Calabrese, estranei ai traffici dei colleghi fedifraghi e il commissario Palma, oltre al magistrato Laura Piras che prende a cuore il commissariato e Lojacono in particolare. Il desiderio di riscatto e le personali abilità e qualità morali dei componenti la squadra, oltre alla sapiente guida di Palma, fanno ricredere i responsabili della Questura e i successi investigativi procrastinano di volta in volta la chiusura del commissariato di Pizzofalcone.

Il romanzo, come spesso avviene nelle opere di De Giovanni, si articola in due inchieste parallele, che alla fine, si incrociano, oltre all’indagine, testardamente perseguita da Pisanelli, sul serial killer degli anziani depressi. La prima indagine riguarda uno strano furto in casa Parascandolo, dove i ladri hanno svuotato la cassaforte senza toccare i tanti oggetti di valore presenti nell’appartamento. Anche l’atteggiamento, evasivo e contraddittorio, dei coniugi Parascandolo insospettisce gli investigatori. La seconda inchiesta riguarda il rapimento di un bambino, Edoardo Cerchia, prelevato in un museo, durante un’escursione scolastica, da qualcuno che, evidentemente, conosceva. Il bimbo è figlio di un imprenditore del Nord Italia e nipote di Edoardo Borrelli, una delle persone più ricche di Napoli.

Le indagini vengono gestite egregiamente dai poliziotti di Pizzofalcone e descritte magistralmente da De Giovanni, che non manca mai di inserire dei momenti in cui si sofferma sui fatti personali degli investigatori, esplorando il loro aspetto umano e rendendoli più familiari al lettore, che non può fare a meno di provare per loro empatia.

I casi vengono risolti, anche se rimane un alone di incertezza sulla conclusione del rapimento del piccolo Edo. Più definita la conclusione delle indagini nella trasposizione in fiction del romanzo. Ho voluto rivedere la fine della versione televisiva del romanzo (disponibile su Raiplay) ed ho trovato migliore la conclusione del libro. Confermo, quindi, quanto scritto in precedenza a proposito del confronto tra fiction e romanzo (Qui il post sul romanzo “Gelo per i Bastardi di Pizzofalcone“).

In conclusione, questa storia dei Bastardi di Pizzofalcone si legge molto piacevolmente, la trama è ben costruita e mai scontata. De Giovanni ha uno stile leggermente più impegnativo di altri colleghi che frequentano lo stesso genere e una capacità di descrivere che affascina. Il maggior impegno richiesto dalla lettura è assolutamente compensato dal piacere di leggere i ritratti umani prodotti dallo scrittore partenopeo e di assaporare la profondità delle sue storie.

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