Udinese – Inter 0 – 0

Plastica dimostrazione che non siamo ancora una grande squadra, ammesso che possiamo diventarlo in futuro. Quando si tratta di fare il salto di qualità, ci areniamo, non riusciamo a ottenere il risultato che dovremmo. Dopo la splendida vittoria contro gli scoloriti (quelli di stasera mi sono sembrati gli originali) e in concomitanza con il ribaltone subito in casa dai cuginastri, avremmo dovuto fare tre punti e mandare un segnale forte agli avversari e a noi stessi. Invece, abbiamo raccattato un misero pari, che ci lascia nel limbo e, soprattutto, l’amaro in bocca.

Con i friulani, abbiamo mostrato ancor una volta di andare in difficoltà contro le squadre che si chiudono bene. Per fortuna non abbiamo beccato gol, altrimenti avremmo assistito ad una riedizione della sconfitta in casa della Samp. Il nostro gioco è sempre uguale, chiunque sia l’avversario, e soffriamo la mancanza di gente che sia capace di saltare l’uomo e contribuire a scardinare le difese chiuse. Abbiamo molto giocato sul binario di destra, ma Hakimi è stato, spesso, approssimativo nelle giocate e nelle conclusioni. Lukaku si è fatto vedere più come perno del gioco d’attacco che nelle conclusioni e Lautaro si è mangiato, nel primo tempo, un gol facile facile, nell’occasione più limpida prodotta. L’argentino, per i miei gusti, sbaglia troppi gol, altra costante delle partite di questo campionato nerazzurro.

In difesa siamo andati bene, anche se Bastoni ha mostrato qualche sbavatura e non è stato incisivo in avanti come domenica scorsa. A centrocampo, bene Brozo e Barella, sottotono Vidal. Young evanescente come al solito, ma sostituirlo con Perisic equivale ad avere il nulla al posto del pochissimo. Vorrei capire perché ci si ostina a far giocare l’inglese, anziché Darmian, e perseverare nell’errore sostituendolo con l’ectoplasma Perisic.

L’ingresso di Lazzaro Sensi ha dato un po’ più di fantasia e schemi, ma non è stato sufficiente per aver ragione dei friulani, che in un paio di occasioni, in contropiede, si sono mostrati pericolosi.

Aver chiuso il girone di andata a 41 punti, che significa 82 in proiezione, non è incoraggiante se vogliamo pensare di vincere il campionato. Occorrerà fare meglio nel girone di ritorno. Ne saremo capaci?

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