Visto in tv – Il Commissario Ricciardi – Il Posto di Ognuno

Anche questo episodio ha fatto centro, confermando quanto di positivo già visto in quelli precedenti (qui Il Senso del Dolore e qui La Condanna del Sangue ). Avevo già letto il libro e confermo che questa è una fiction nella quale il divario con il romanzo è meno marcato.

Ben costruita e avvincente, con colpo di scena finale, la trama, incentrata sull’omicidio della duchessa Musso di Camparino. L’inchiesta si sviluppa in modo “classico”, con la morta che parla con il commissario, il vicequestore che si preoccupa di non smuovere troppo le acque e “Bambinella” che offre il solito ottimo contributo alle indagini. Nonostante il percorso narrativo sia quello usuale, la trama ti coinvolge fino alla fine, quando si manifesta l’inaspettato colpo di scena.

Più presente, rispetto alle puntate precedenti, il tema della critica al regime fascista. Viene messa in evidenza la violenza squadrista del manipolo di camicie nere che, vigliaccamente, uccidono un mutilato. È mostrata la pervasività del ferreo controllo sui non allineati, da parte dei servizi e dei membri del partito fascista. Il commissario e, più in particolare, il dottor Modo sono tenuti sotto osservazione perché non omogenei al regime e anche Livia, a Napoli per tentare di conquistare il cuore di Luigi Alfredo, è strettamente controllata. Ma anche i gerarchi hanno i loro scheletri nell’armadio e Ricciardi, sempre in maniera elegante, tocca le corde giuste per allentare la morsa.

Lunedì prossimo l’atteso quarto episodio.

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