Appena letto – Dove Sei Stanotte – Alessandro Robecchi

Terzo romanzo che leggo della serie su Monterossi (qui il primo e qui il secondo). Dei tre, questo è il più romantico, con il nostro Carlo che sente le campane ogni volta che la bellissima Maria lo guarda. Un pelino meno intricato degli altri, ti trasmette ugualmente una certa tensione e la lettura risulta avvincente, piacevole e scorrevole, spesso divertente. Lo scanzonato Monterossi è sempre afflitto dal peccato originale di aver ideato il programma trash Crazy Love e medita di abbandonarlo, ma non disdegna gli agi che il successo gli ha procurato, che condivide, senza puzza sotto il naso, con gli amici e con chi ha bisogno.

Milano vive la frenesia dell’Expo e Carlo, che si annoia, organizza una festa di compleanno a casa sua, invitando amici, conoscenti e perfetti sconosciuti. Tra questi ultimi, un ragazzo giapponese in non buone condizioni fisiche. Dopo che Monterossi lo ha curato e rifocillato, il ragazzo sparisce e viene ritrovato, poco dopo, morto nel bagagliaio del suv di Carlo. L’amico Oscar Falcone fiuta l’aria di pericolo e fa nascondere il Monterossi in una casa al Corvetto, ospite di una famiglia di origine sudamericana. Intanto il vicesovrintendente Ghezzi, altro personaggio fisso della serie, indaga e i servizi segreti osservano la situazione dall’alto.

Monterossi, catapultato in una realtà completamente diversa dalla sua, non ci mette tanto ad entrare in sintonia con gli ospiti, apprezzando la loro cultura e umanità. Oltre a ipotizzare scambi musical culturali (il suo Bob Dylan contro la musica latina), si presta per risolvere alcuni problemi della comunità, riguardanti faccende burocratiche tipiche degli immigrati.

Monterossi è un personaggio verso il quale è impossibile non provare empatia, pur nelle sue contraddizioni. Il fatto che viva da ultra benestante non lo rende antipatico, visto che è una persona aperta e disponibile nei confronti di tutti. Godibili gli inserimenti del testo di brani di Dylan. Il romanzo l’ho molto apprezzato e l’ho trovato avvincente, dal finale incerto fin quasi alla fine. Lo stile spumeggiante, ironico e divertente non stanca e rende molto piacevole la lettura. Sono contento di aver ancora tante storie del Monterossi da leggere, perché so che sarà molto gradevole affrontarle. Robecchi – Monterossi è un binomio perfetto che vorrò incontrare ancora presto.

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