Visto in TV – Il Commissario Ricciardi – In Fondo al Tuo Cuore

Sesto e ultimo episodio di questa magnifica serie basata sugli affascinanti romanzi di De Giovanni. Si è chiuso in bellezza, con una puntata molto intensa, molto incentrata sui sentimenti, quelli buoni e quelli meno edificanti.

La storia si svolge nell’afoso luglio napoletano, in prossimità della sentitissima festa della Madonna del Carmine. Il direttore del reparto di ginecologia del Policlinico viene trovato morto dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio. Ben presto Ricciardi si rende conto che non di tratta di un suicidio e inizia ad indagare, affiancato dal fido Maione, con la collaborazione del dottor Modo e ispirato dalle sue visioni.

Nel corso delle indagini ci si imbatte in un turbinio di sentimenti, che spaziano da tradimenti amorosi, matrimoni di interesse, ricatti, amori giovanili mai sbocciati, ma ancora vivi, senso di protezione dei figli, arrivismo professionale. Parallelamente, prosegue il tormento sentimentale del commissario, molto attratto da Enrica, andata ad Ischia per un periodo di riflessione, durante il quale conosce un militare tedesco che si innamora di lei, ma sottoposto al ferreo corteggiamento di Livia, cui cede ogni tanto, seppure platonicamente. Completa la situazione la preoccupazione di Ricciardi per le condizioni di salute della tata Rosa, alla quale è legato da un sentimento fortissimo, praticamente filiale.

Anche il brigadiere Maione è alle prese con dei guai sentimentali, causati dal sospetto che la moglie lo tradisca. Provvidenziale l’intervento di Bambinella (altro splendido personaggio, interpretato magistralmente, anche se può sembrare un filino caricaturale), che schiarisce le idee del brigadiere. Per restare nell’ambito dei sentimenti, molto bello il senso di amicizia e velata complicità che traspare nei colloqui tra Maione e il femminiello.

È un vero peccato che la serie sia finita, anche se conforta il fatto che, a quanto pare, ci sarà una ulteriore stagione. Ho trovato la fiction molto ben fatta per l’ambientazione, la fedeltà ai romanzi e la bravura degli interpreti. Qualcuno mi ha segnalato la lentezza, quasi una cupezza, dello sceneggiato. L’ho riscontrata anch’io, ma ne sono rimasto colpito favorevolmente, perché la natura del personaggio e il particolare periodo storico non potevano essere meglio rappresentati. Leggendo i romanzi si potrà toccare con mano quanto ho riportato e apprezzare contesto ed atmosfera.

Riporto qui il link per leggere quanto ho scritto sui precedenti episodi.

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