Inter – Cagliari 1 – 0

Altra vittoria fondamentale, ottenuta dopo una partita sofferta. Dovremmo averci fatto il callo, ma, in realtà, non ci si abitua mai. Mentre contro il Sassuolo la sofferenza era stata causata da una condotta di gara difensiva, oggi abbiamo assaporato il duplice tormento di non riuscire a sbloccare il risultato (fino al gol di Darmian, al 77°) e di conservare il minimo vantaggio, opponendoci al forcing finale dei sardi.

Il Cagliari vale di più, rispetto alla traballante classifica che ha e la partita presentava delle insidie, per il valore dell’avversario, per il suo disperato bisogno di punti e per la nostra condizione, apparsa in calo negli ultimi tempi. Infatti, i cagliaritani hanno creato una muraglia negli ultimi trenta metri, cercando di colpire in contropiede. L’Inter ha mostrato, altre volte, di soffrire questo atteggiamento degli avversari e neanche il centrocampo “tecnico” (Brozovic, Sensi, Eriksen), mai schierato prima da Conte, ha sortito particolari effetti. Sbloccare la partita è stata dura e solo l’ingresso di Hakimi è riuscito a dare la scossa, facendoci realizzare l’agognato gol-partita.

Realizzato il gol, i ragazzi hanno ripiegato in difesa ed è stato un quarto d’ora di sofferenza, non tanto per le occasioni degli avversari, che non ci sono state, quanto per la pressione costante degli ex barricaderi.

Sul fronte dei singoli, ho giudicato tutti i ragazzi dal 6 al 6,5, anche il ritrovato Sensi, che, continuando così potrà tornare molto utile, anche per poter fare una turnazione a centrocampo, diversa dall’ingresso di Gagliardini. Una menzione particolare per Matteo Darmian, arrivato in punta di piedi, tra lo scetticismo generale (per non dire di peggio), e che di sta rivelando utilissimo, se non fondamentale. Matteo ha giocato un’ottima partita (e non è una novità), coprendo bene e realizzando un gol importantissimo, quello dell’undicesima vittoria consecutiva e del primato in classifica con 11 punti di vantaggio.

Adesso mancano otto partite al termine del torneo e non bisogna mollare, ma serrare le fila e conquistare i punti che mancano. Confido molto sul lavoro di Conte, che saprà tenere i ragazzi sulla corda. La prossima partita, a Napoli, si presenta piuttosto insidiosa, ma confido sul fatto che le vittorie più nette siano state quelle contro avversari di prima fasvia. A chi critica per il gioco sparagnino, rispondo che contano, soprattutto, i tre punti e invito questi “esteti” del calcio a guardare le azioni (quella del gol di oggi è bellissima) imbastite dai ragazzi per giungere a segnare. Avanti così!

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