Ti conosco mascherina

Infuria il dibattito su un argomento che, ironicamente, definirei fondamentale: la mascherina. Gente che grida all’attentato alla democrazia, perché costretta ad indossare un dispositivo che limita la sua libertà, toglie il respiro, ruba l’anima.

Andrà tutto bene, ne usciremo migliori. Questi erano gli slogan e gli auspici di inizio pandemia. Se andrà tutto bene, lo sapremo a settembre quando, a fronte di una possibile nuova ondata di contagi, potremo verificare sul campo l’efficacia della campagna vaccinale, anche alla luce delle nuove varianti (cosa volete che vi dica, sono in pausa dal lavoro come ct della nazionale di calcio fino a sabato e sono tornato a dedicarmi alla virologia). Sulla previsione di uscirne migliori non mi ero fatto illusioni e ora ho la certezza che questa circostanza non si verificherà. Si sentono, in giro, troppe stupidate per pensare che abbiamo imparato qualcosa dalla catastrofe che ci è piombata tra capo e collo da inizio 2020.

Per la logica che chi spara cazzate fa più impressione e, di conseguenza, ha un’eco più vasta, penso che, comunque, non tutti abbiano staccato i collegamenti delle sinapsi e che i cazzari (mi si passi il francesismo) siano in minoranza. La cosa che più mi impressiona, però, è la verticalità del fenomeno. Le cazzate sono, indifferentemente, sparate da esponenti di spicco (purtroppo per noi) della classe politica, da elementi della comunità scientifica e dagli immancabili saputelli frequentatori del bar sport, mitico luogo di elaborazione di profondi pensieri. Dal basso verso l’alto, a qualsiasi livello, troviamo sempre qualche genio che ci illumina con le sue teorie di impatto fondamentale.

Torniamo all’oggetto del titolo: è mai possibile che si debba scatenare una guerra santa su un argomento come l’obbligo di usare la mascherina? Che fastidio può dare l’utilizzo di questo dispositivo, che ha limitato i contagi, non solo da Covid 19 (pare che l’influenza stagionale abbia avuto una diffusione limitata e che siano calati di molto i contagi da morbillo o altre malattie infettive), specialmente in ambienti chiusi o in caso di assembramenti? L’utilizzo del buon senso dovrebbe suggerire di adoperare la mascherina, tanto più che devi sempre averla con te per entrare nei luoghi chiusi. Per come la vedo io, se mi trovo al parco per una passeggiata, non è uno sgarro imperdonabile abbassare la mascherina, ma, se mi trovo in un’affollata zona del centro, è ragionevole e prudente indossarla anche all’aperto.

Detto che quello sulla mascherina è un dibattito assolutamente inutile, mi colpisce la ricerca di visibilità e consenso attraverso il volersi intestare, come un merito, l’eliminazione dell’obbligo, tanto più che è già stato detto che, è questione di giorni, si potrà presto stare a viso scoperto all’aria aperta. Nel degradato panorama politico nostrano, l’utilizzo dello sciacallaggio mediatico e della demagogia è ormai la regola. C’è chi, nel suo ruolo di elemento di lotta e di governo, tuona contro la mascherina e dice di condurre da tempo una ferrea lotta per non farla usare più; chi, sicuramente, dirà, da posizioni più moderate, ma comunque destrorse, che loro lo chiedevano da tempo; chi era contrario perché lo è sempre, verso tutti e tutto, basta che sia utile a raccattare miserabile consenso.

L’altra cosa che non mi spiego è come mai gridi che si attenta alla democrazia chi, per ispirazione e per comportamento corrente, vorrebbe uno stato semidittatoriale e esprime giudizi benevoli sui disastrosi duci del passato (“ha fatto cose buone” è il mantra) o si esibisce in saluti di altri tempi disgraziati, in divisa da SS. Paradosso per paradosso, è come se Hitler si lamentasse delle discriminazioni razziali.

Vorrei supplicare la classe politica, chi più chi meno, di esercitare il proprio ruolo in maniera più responsabile, concentrandosi fattivamente sui problemi da risolvere, senza ricercare il facile, ma effimero, consenso. Parlare alla pancia delle menti semplici può pagare nel breve termine, ma, alla lunga, può ritorcersi contro gli stessi pifferai. Già il governo fa spesso confusione, al punto che, in certi momenti, non si capisce più nulla, e non mi pare il caso di creare ulteriore “ammuino” in una situazione come quella che stiamo vivendo, che va affrontata con serietà e responsabilità.

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