Appena letto – Breve Storia della Sicilia – John Julius Norwich

Ho comprato questo libro, invogliato da una offerta speciale di Sellerio. Non conoscevo Norwich, l’autore, ma avevo già letto qualcosa di un altro grande storico inglese, quel Denis Mack Smith che ha dedicato alla storia italiana e siciliana tante delle sue apprezzabili opere.

Norwich ha uno stile simile a Mack Smith, orientato alla scorrevolezza ed essenzialità. Si legge volentieri e non traspare, al contrario di alcuni storici siciliani, alcuna volontà di fare apologia, vittimismo o pura e semplice denigrazione. L’autore è distaccato e si limita a raccontare i fatti e le situazioni, così come sono avvenuti e si sono evoluti. Certamente, il libro è coerente con il titolo: la storia è raccontata con rari approfondimenti e scorre via per accenni, tranne alcune fasi, alle quali viene dedicato più tempo. Niente a che vedere con la Storia della Sicilia Medievale e Moderna di Mack Smith, che abbraccia un periodo più breve e si sviluppa, per i tipi di Laterza, in tre tomi.

La lettura è risultata piacevole e avvincente, senza risentire troppo del taglio da “Bignami”. In ogni caso, è da considerarsi utile a farsi un’idea della lunga e affascinante storia dell’isola più grande e centrale del Mediterraneo. Alla centralità fisica, non sempre è corrisposta quella politica, dato che, in alcuni periodi storici, dominare e governare l’isola era considerato un fastidio. Troppi centri di potere, rappresentati dai nobili, spesso in contrasto tra di loro, che miravano al mantenimento dei loro privilegi e feudi e una popolazione che si infiammava facilmente, dando luogo a sanguinose rivolte, spesso sedate con altrettanto sanguinose repressioni.

Il libro inizia dal periodo degli insediamenti, soprattutto a scopi commerciali, fenici in una terra abitata da elimi, sicani e siculi e dalle prime colonie greche. Si sviluppa con le guerre puniche, l’impero romano, le invasioni dei barbari, il periodo bizantino, in un crescendo di ricchezza e importanza strategica fino alla dominazione sveva, giunta dopo gli arabi e i normanni e capace di inglobare il meglio di queste civiltà, allora in un momento di splendore.

Con la caduta degli svevi, inizia un lento ed inarrestabile declino, caratterizzato da un enorme sfruttamento delle risorse dell’isola, perpetrato da spagnoli e francesi (anche se questi per un periodo piuttosto breve, culminato nella rivolta dei Vespri), mentre gli inglesi mantenevano le loro basi commerciali, non disdegnando di intraprendere delle attività produttive e condizionando, spesso, le politiche dei regnanti. Fino allo sbarco di Garibaldi, è stato un continuo di lotte interne, guerre, unioni e separazioni da Napoli, un succedersi di monarchi, spesso minacciati dai nobili e impauriti dalle rivolte, non sempre esempi di buoni governanti.

Tra le figure meglio tratteggiate, vi è quella di Ferdinando III di Borbone, re di Sicilia (e di Napoli come Ferdinando IV) e di sua moglie, la regina Maria Carolina d’Austria, vera reggente del regno, dato che il marito si dedicava soprattutto alla caccia e ad altri piaceri della vita. Il re, pur non essendo particolarmente abile nel suo ruolo, era molto amato dai suoi sudditi (viene ricordato come il re dei lazzaroni) e stabilì la sua residenza a Palermo per tutto il periodo napoleonico e oltre.

Il libro si conclude, dopo la descrizione dei problemi di integrazione con il resto del neonato Regno d’Italia e dello sbarco degli alleati nella seconda guerra mondiale, con il tratteggiamento del personaggio del bandito Giuliano, l’affermarsi della mafia e le uccisioni dei sindacalisti dei contadini. Nelle conclusioni, Norwich riconosce che i veri eroi della storia della Sicilia sono i siciliani. Non tanto i ricchi e i nobili, che, chi più, chi meno, hanno pensato ad accrescere le proprie fortune, ma, soprattutto, i poveri. “Sono i poveri, come sempre, la grande maggioranza, quelli che hanno pescato la pagliuzza più corta nella lotteria della vita, quelli che la storia tende a trascurare. I siciliani poveri hanno dovuto sopportare molto nel corso dei secoli”. “Hanno fatto fronte alle difficoltà come meglio hanno potuto e, in assenza di governi efficienti o anche lontanamente comprensivi, sono stati costretti a sviluppare le loro soluzioni”.

L’augurio finale lascia buone speranze: “La situazione è migliorata immensamente. Spero e credo che l’isola sia più felice adesso di quanto lo sia stata negli ultimi otto secoli. Possa questa felicità continuare a lungo”.

2 pensieri riguardo “Appena letto – Breve Storia della Sicilia – John Julius Norwich

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...