Sampdoria – Inter 2 – 2

Due annotazioni prima di parlare della partita. Giocare alle 12.30 del 12 settembre è una scelta da dementi, in particolar modo dopo la pausa per le nazionali. Dopo le prime partite (precampionato e turno iniziale) avevo avuto la sensazione che la squadra fosse partita troppo forte, con il rischio di finire la benzina nel periodo clou della stagione. Verona e Genova hanno dissipato questo timore, sperando che non sia questa la vera dimensione della squadra.

La partita è iniziata con la Samp a pressare alto, come ormai fanno tutti contro di noi. L’Inter si è disimpegnata senza particolari problemi e, al 17°, è passata in vantaggio con una punizione di Di Marco, molto bravo a spazzare le ragnatele dal sette della porta di Audero. Siccome a noi non piacciono le cose facili, poco dopo la mezzora, abbiamo regalato il pari ai doriani con una deviazione di Dzeko, in mischia, che ha spiazzato il poco reattivo Handanovic (forse poteva uscire a sbrogliare la situazione). Allo scadere del primo tempo, però, Barella faceva una sgroppata delle sue e scodellava un pallone in area per l’accorrente Lautaro, che con un bellissimo colpo al volo, insaccava. Gol di pregevole fattura e partita in cassaforte?

No, proprio no: in avvio di ripresa, ci pensava l’esterno doriano Augello ad approfittare del cattivo piazzamento della difesa nerazzurra e ad insaccare il gol del pari con un bel sinistro al volo. A questo punto, i ragazzi si sono divorati tre nitide palle gol, canto del cigno dei nerazzurri, dato che, dal 70°, praticamente, non si è più giocato, anche a causa di un calo fisico finale che ci ha fatto, tutto sommato, giudicare positivamente il punto guadagnato in classifica, su un campo dove, l’anno scorso, avevamo lasciato le penne. Tra l’altro, l’ennesimo infortunio, stavolta causato da uno scontro, di Sensi aveva lasciato la squadra in dieci ad un quarto d’ora dalla fine.

Sui singoli non ho particolari commenti da fare. Vorrei che la squadra si appoggiasse di più su Dumfries, che non mi sembra, augurandomi di non sbagliare, il Dalbert di turno. Calhanoglu si è acceso molto raramente e Dzeko ha fatto il regista offensivo, ma deve migliorare la precisione dei passaggi, un po’ come tutta la squadra.

Inzaghi ha qualche problemino da risolvere, pur dovendo dargli atto che la squadra gioca in maniera più “ariosa” rispetto allo scorso campionato, probabilmente per supplire alla mancanza di Hakimi e, soprattutto, di Lukaku, cui bastava dare la palla per imbastire pericolose azioni offensive. Sperando di ritrovare una forma fisica ottimale, credo si debba lavorare sulla fase difensiva. Nelle prime tre partite di campionato, abbiamo lasciato troppe occasioni agli avversari (la Samp non aveva fin qui segnato neanche un gol). Oggi, paradossalmente, si è vista una linea difensiva spesso troppo bassa, facendo balenare il dubbio che consentire il fraseggio avversario sulla trequarti possa essere deleterio.

Il pari di oggi ci sta, anche se resta il rammarico di non aver ulteriormente allungato sulla nota e, finora, derelitta formazione piemontese, protagonista di un avvio horror. Consapevoli del lavoro da fare, come tante altre squadre a questo punto della stagione, e fiduciosi per i prossimi impegni, attendiamo con buone speranze, viste le premesse abbastanza incoraggianti, di raggiungere forma e assetto ottimali. Si può fare!

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