Inter – Real Madrid 0 – 1

Una beffa. Come definire altrimenti il risultato di una partita come quella di ieri sera, giocata alla pari fino a dieci minuti dalla fine, nella quale abbiamo largamente prevalso come occasioni da rete. Purtroppo abbiamo sbagliato troppi gol e, alla fine, abbiamo pagato il fatto di non essere stati cinici sotto rete. Queste sconfitte lasciano l’amaro in bocca, anche perché non puoi imputarle alla bravura del portiere avversario, addosso al quale sono stati sparati dei palloni che avrebbero meritato miglior sorte, quanto, piuttosto, all’imprecisione nelle conclusioni.

La partita, dopo i primi minuti di acclimatamento, si era messa bene per i nerazzurri, che sovrastavano i madrileni, ma sciupavano troppo. Nella prima frazione ho contato almeno quattro ghiotte occasioni, tra Lautaro e Dzeko, non sfruttate. Eravamo contenti del rendimento della nostra squadra, tanto che il mio amico Giacomo diceva che il Real Madrid sembravamo noi.

La ripresa cominciava come era finito il primo tempo, con una certa prevalenza interista ed altre occasioni sfumate. Il rendimento dei nerazzurri, però, cominciava a calare, senza che le sostituzioni sortissero alcun effetto rigenerante. Negli ultimi dieci minuti, la squadra era in difficoltà e il Real si affacciava più frequentemente nella nostra area, fino al gol beffa del subentrato Rodrygo, all’89°, ben imbeccato da uno sgusciante Camavinga, anch’egli entrato nel secondo tempo. Che sia stata questa la chiave della partita? I cambi del Real hanno inciso, quelli dell’Inter no.

In ogni caso, una beffa, una sconfitta immeritata per la quale, però possiamo prendercela solo con noi stessi e che deve costituire uno stimolo per fare meglio, coscienti di essere abbastanza forti per gli obiettivi prefissati a inizio stagione.

Sul fronte dei singoli, detto che tutta la squadra si è espressa meglio che a Genova contro la Samp, buono il trio di difesa, con Skriniar in grande spolvero. A centrocampo, prima del calo finale, Brozovic ha giganteggiato, Barella ha giocato da par suo e Calhanoglu, più presente e intraprendente del solito, si è acceso a intermittenza. Buona la prestazione degli esterni, sia i titolari che i subentrati, con Dumfries propositivo in avanti, ma leggermente in difficoltà in ripiegamento. Il ragazzo, però, mi è parso avere personalità e buone qualità fisiche e tecniche e troverà presto il giusto equilibrio. Tra gli attaccanti, Lautaro ha giostrato bene, ma certi gol non si possono sbagliare, mentre Correa mi è sembrato impalpabile, in ciò non aiutato dal calo fisico dei compagni. Discorso a parte per Dzeko, ancora un po’ pesante fisicamente e impreciso negli appoggi. Il bosniaco giostra bene nella metà campo avversaria, fa girare il gioco dell’attacco, ma sbaglia troppi passaggi. Ha bisogno di un po’ di tempo per mettere a posto questi dettagli.

In conclusione, sconfitta immeritata, ma da non drammatizzare, anche se fa incazzare tanto. Abbiamo tenuto bene il campo, salvo negli ultimi minuti. La strada sembra quella giusta, con i necessari correttivi. Vedremo, nei prossimi turni, di non sbagliare approccio e conclusioni a rete.

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