Inter – Bologna 6 – 1

Devo dire che, prima del fischio iniziale, temevo questo incontro, perché il Bologna aveva i nostri stessi punti, Mihailovic è uno tosto e non sapevo come avrebbe reagito la squadra dopo la beffa di mercoledì scorso in Champions League. I timori sono scomparsi man mano che la partita è andata avanti, alla luce di una supremazia, suggellata dal risultato, netta e, per il Bologna, imbarazzante.

Inzaghi ha fatto ricorso ad un discreto turnover, facendo rifiatare Dzeko, Darmian, Perisic e Calhanouglu. Decisione azzeccata, perché i subentrati Vecino, Dimarco e Dumfries hanno fatto molto bene, mentre Correa, fino a quel momento un po’ in ombra, si è fatto male, intorno al 20°, lasciando il posto a Dzeko.

La partita è stata in bilico solo nei minuti iniziali ed è diventata un calvario, per i felsinei, dopo il primo gol nerazzurro, di Lautaro al 6°, agevolato da una poderosa sgroppata sulla fascia destra di Dumfries. Da allora non c’è stata più storia e la cronaca diventa superflua, esercizio di onanismo nerazzurro. Chiuso il primo tempo avanti di tre gol, l’Inter ha stradominato gli avversari anche nella ripresa, facendo vedere buone trame di gioco, condizione fisica ottimale e buona confidenza con il gol.

Sarà vera gloria? Lo sapremo martedì prossimo, quando saremo impegnati sul difficile campo della Fiorentina, protagonista di un un ottimo avvio di campionato e dovremo sfatare il mito delle brutte prestazioni che seguono una goleada. Se è vero che il Bologna è stato un avversario piuttosto inconsistente, credo ci siano tutte le premesse per smentire la brutta consuetudine. Di solito, non si riesce a capire come, di fronte ad un risultato come quello di ieri sera, si distribuiscano meriti e demeriti. Secondo me ieri abbiamo visto una ottima Inter, come del resto contro il Real, anche se il risultato non ci ha premiati. Martedì avremo la possibilità di capire di più della nostra squadra, dopo una campagna trasferimenti che, in teoria, ma credo anche in pratica, ci ha privati di alcuni elementi fondamentali. Avremo la possibilità di testare la bontà del lavoro della dirigenza, forse l’ultimo baluardo di fronte a scenari disastrosi.

Dopo una partita come quella di ieri, il giudizio sui singoli non può che portare ad ottimi voti per tutti. Persino il tanto criticato Handanovic ha potuto guadagnarsi un giudizio lusinghiero, dopo un paio di interventi tempestivi ed efficaci. Da rilevare la buona partita degli esterni, Dimarco e Dumfries, con quest’ultimo che ha mostrato ottime cose in fase offensiva e qualcosa la mettere a posto in quella difensiva. Anche Maicon e Hakimi, all’inizio, mostravano limiti difensivi che hanno eliminato nel tempo, come sono fiducioso farà l’olandese nei prossimi mesi. Intanto ce lo godiamo, ammirando le sgroppate verso l’area avversaria, che creano scompiglio e occasioni da rete. Da segnalare, anche, le ottime partite, e non è ormai una novità, di Skriniar e Brozovic e la ritrovata vena realizzativa di Lautaro e Dzeko.

Tutto bello, grande gioco e valanghe di gol. Aspettiamo conferme, ma il ciclo di partite toste che ci attende è cominciato nel migliore dei modi. Cerchiamo di dare continuità a queste prestazioni e potremo dire, autorevolmente, la nostra nelle competizioni in cui siamo impegnati. Avanti così!

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