Visto in TV – I Bastardi di Pizzofalcone – Fuochi

Bentornati Bastardi. Si ricomincia da dove era terminata la seconda serie: l’esplosione nel ristorante di Letizia, dove i nostri si trovavano per festeggiare il buon esito di un’operazione. L’indagine sull’attentato viene affidata al magistrato Pennacchi, con la Piras che viene perentoriamente invitata a non occuparsi del caso, mentre gli agenti del commissariato più precario d’Italia vengono messi sotto torchio da Forbice, che fa riaffiorare i fantasmi del passato dei poliziotti.

Il commissariato viene declassato a non operativo, fino a conclusione delle indagini interne. Agli agenti viene, quindi, vietato di indagare sull’esplosione al ristorante. Ovviamente, il divieto non viene rispettato e i poliziotti, con l’appoggio discreto della Piras, indagano di nascosto e scoprono, grazie ad una soffiata e alla memoria storica del pre-pensionato Pisanelli, chi aveva fornito l’esplosivo, senza riuscire, però, ad arrestare il colpevole, che viene ucciso prima dell’arrivo delle volanti. Lojacono e compagni arrivano presto alla conclusione che l’esplosione nel ristorante e l’uccisione del fuochista non siano fatti collegati fra loro.

La prima puntata della terza serie rispetta le attese. Il mistero sull’autore dell’attentato è fitto e coinvolgente e, probabilmente, ce lo trascineremo fino all’ultima puntata. Le reazioni e gli stati d’animo dei protagonisti, di fronte alle scorie mentali dell’esplosione e dei morti e al riaffiorare dei loro scheletri negli armadi, sono ben descritti. Gli agenti del commissariato di Pizzofalcone dovranno mettere da parte le loro sofferenze interiori e ritrovare l’unità di intenti per scoprire la verità.

Il caso della puntata non è dei più coinvolgenti, ma rende il minimo sindacale di sorpresa. Il cast si conferma di ottimo livello, con attori che rendono empatici i protagonisti. In poche parole, la nuova serie è partita con il piede giusto e promette di essere scoppiettante fino alla fine.

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