Fiorentina – Inter 1 – 3

Tre punti importantissimi, ottenuti dopo una gara dalle due facce. Primo tempo di grande sofferenza per i nerazzurri, con una Fiorentina indiavolata che strozzava il gioco interista con un pressing tanto asfissiante quanto efficace e marcature a uomo a centrocampo, che impedivano il fluire della manovra dell’Inter.

Nei primi trentacinque minuti i nerazzurri sono stati sovrastati dalla Fiorentina, che è passata in vantaggio al 23° e che avrebbe potuto segnare altri gol. Non avevo mai visto, quest’anno, l’Inter così in difficoltà, tenuta in piedi anche grazie a dei portentosi interventi di un Handanovic in gran spolvero e aiutata dall’imprecisione degli avanti viola. Segnare un solo gol, peraltro viziato da un intervento dubbio iniziale di Gonzales su Skriniar, è stato il peccato originale della Fiorentina. L’Inter ha saputo soffrire, limitare i danni, in attesa di trovare le risorse per rialzarsi ed approfittare del comprensibile calo della formazione avversaria. Già negli ultimi dieci minuti del primo tempo si intravedeva un cambio di tendenza.

Nella ripresa, l’Inter assestava un micidiale uno-due, tra il 7° e il 10°, ribaltando il risultato. Il gol del pari arrivava da un diagonale di Darmian, incuneatosi nell’area viola e ben imbeccato da Barella, in una delle poche cose buone fatte durante la partita dall’ex cagliaritano. Il raddoppio arrivava tre minuti dopo con un’incornata di Dzeko, su calcio d’angolo ben battuto da Calhanoglu. Anche per il turco si trattava di uno dei rari lampi in un’opaca partita. A questo punto del match, l’Inter era in controllo totale e i viola sembravano annichiliti, tanto che, al 33°, Nico Gonzales riusciva a farsi espellere per delle proteste troppo plateali, probabilmente frutto della frustrazione e di un annebbiamento delle facoltà intellettive, non giustificabili a questi livelli. Il predominio nerazzurro veniva certificato, a tre minuti dal 90°, dal terzo gol di Perisic, in una classica azione di contropiede.

Riguardo ai singoli, merita menzione la prestazione di Handanovic, finalmente tornato convincente, che ha tenuto su la baracca nei momenti difficili. Buona prova del trio difensivo e, alla distanza, degli esterni, compreso il subentrato Dumfries. A centrocampo, buona solo la prestazione di Brozovic, che ha orchestrato da par suo, specialmente dopo che la marcatura ad uomo di Torreira si era allentata. Opaca la prova, come già detto, di Calhanoglu e Barella, ancora in cerca della forma migliore. Partita di sostanza di Dzeko, mentre Lautaro si è mostrato vivace. Buone notizie dai subentrati Vecino e Gagliardini, autore dell’assist del terzo gol.

Partita di lotta e di governo, nella quale la squadra ha mostrato capacità di soffrire senza sbragare, compattezza e cinismo. Un match operaio, che ha messo in evidenza una squadra che studia da grande. I tre punti di ieri, venuti in maniera simile a quelli di Verona, sono importanti, oltre che per la classifica, per la consapevolezza dei propri mezzi che possono acquisire i ragazzi. La gara con la Fiorentina inaugurava un ciclo di partite toste. Non si poteva cominciare meglio. Avanti così!

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