Inter – Atalanta 2 – 2

Partita molto emozionante, che ha visto i nerazzurri milanesi passare dal possibile e sofferto successo, non realizzato per l’errore dal dischetto di Dimarco, allo scoramento più totale dopo il 3 – 2 atalantino, per fortuna annullato, dopo il ricorso al var. Sembrava di stare sulle montagne russe, con continue salite verso il paradiso e crolli verso lo sprofondo.

Il risultato, tutto sommato, mi sembra giusto, visto l’andamento della gara, e accettabile perché con l’Atalanta ci sta di non riuscire a fare bottino pieno. Certo che il rigore fallito giustifica un forte rammarico, ma l’annullamento del gol dei bergamaschi, ad una manciata di minuti dal termine, ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai già provati tifosi interisti. A questo punto, meglio accontentarsi di un punto, evitando una sconfitta che avrebbe lasciato scorie difficili da smaltire.

La partita si è messa subito bene per l’Inter, passata in vantaggio con Lautaro, su cross del solito Barella, già al 5°. Come spesso accade quando passiamo in vantaggio troppo presto, la squadra ha lasciato troppo campo agli avversari, che hanno cominciato a macinare il loro gioco, ribaltando il risultato con due gol, tra il 30° e il 38°, e chiudendo il primo tempo, meritatamente, in vantaggio. I due gol atalantini hanno messo in chiaro due difetti della squadra interista, sui quali occorrerà lavorare. Sul gol del pari, Malinovsky ha potuto tirare indisturbato dal limite dell’area, privilegio che, ultimamente, concediamo troppo spesso. Alla libertà concessa per i tiri avversari da fuori si è aggiunta, in occasione del secondo gol atalantino, un intervento non irreprensibile di Handanovic, che ha respinto sui piedi di Toloi, autore della rete, un forte tiro di Malinovsky, ancora lui. Handa è tornato a mostrare delle incertezze che fanno riflettere su un suo, ormai irreversibile, declino.

Nella ripresa, parte meglio l’Atalanta, che, pian piano, però, si spegne. Mi sono sembrati decisivi i cambi, perché, dopo l’ingresso, al 22°, di Vecino, Dumfries e Dimarco, l’Inter ha preso il sopravvento ed è pervenuta al meritato pareggio, con Dzeko, che ribadiva in rete la respinta di Musso su un forte tiro di Dimarco. Decisivi, secondo me, ma in negativo, anche i cambi di Gasperini, che ha tirato fuori, inspiegabilmente, Pessina, Zapata e Malinovsky. L’Inter ha cominciato a crederci e, a cinque minuti dal 90°, ha avuto l’occasione di passare in vantaggio. Un colpo di mano di Demiral in area, veniva, giustamente, punito con un rigore. Dimarco, però, colpiva la traversa, nel tentativo di realizzarlo. Non mi è sembrato sbagliato affidare il tiro dal dischetto al giovane esterno, che ha anche un bel piede, ma, forse, qualche compagno più esperto avrebbe dovuto incaricarsi dell’esecuzione del penalty, in un frangente della partita in cui sarebbe stato, probabilmente, decisivo. Sfumata la ghiotta occasione, le emozioni non erano ancora finite. Nel tentativo di evitare un calcio d’angolo, Handanovic rimetteva, maldestramente, un pallone in mezzo all’area. Sulla corta respinta di Dumfries, Piccoli bucava Handanovic con tiro forte ma centrale, che il portiere sloveno non riusciva a trattenere. Vi lascio immaginare lo scoramento tra i giocatori interisti e tra i tifosi della Beneamata e, infatti, l’intervento del var, che rilevava l’uscita sul fondo del pallone, prima del goffo rinvio di Handanovic, e annullava la rete. Grande sollievo e punto ben accetto.

Riguardo ai singoli, detto dell’incerta prestazione di Handanovic, non mi è piaciuto Calhanoglu, irrilevante in copertura e evanescente nelle conclusioni e in impostazione. In realtà, ieri, come in altre precedenti occasioni, ho visto delle imprecisioni negli appoggi che mi lasciano perlpesso. Non è possibile sbagliare così tanti passaggi, considerando che molti di quelli riusciti appaiono spesso forzati. E non è solo Calhanoglu a sbagliare, ma anche altri, Dzeko in testa, che fanno banali errori in appoggio. Il bosniaco si fa perdonare con una buona vena realizzativa, ma il problema, che spero dipenda da una ancora non ottimale condizione fisica, deve essere risolto. Dumfries ha fatto un passo indietro rispetto alle precedenti gare, mostrando di trovarsi più a suo agio nella metà campo avversaria, ma concedendo troppo in fase difensiva, dove è risultato, alcune volte, assente o autore di pasticci. Barella e Brozovic sono sembrati stanchi, ma hanno dato un grosso contributo, mostrando corsa, sostanza e inventiva. Vivace e combattivo Lautaro, mentre mi è sembrato buono l’impatto dei subentrati Vecino e Dimarco.

Il pari, alla fine, è sembrato giusto e ben accetto per come poteva andare e per quanto visto in campo, oltre che per il valore assoluto dell’avversario. Ci sono dei problemi da risolvere, tattici, tecnici e fisici, ma l’impianto sembra, comunque, competitivo. Il mese di ottobre si prefigura come intenso e difficile. Occorre ritornare su buoni livelli da subito, magari con una convincente e fruttuosa partita in Champions, martedì con lo Shakhtar. Forza ragazzi!

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