Sassuolo – Inter 1 – 2

Partita avvincente, con varie fasi di gioco, che ci hanno visti sull’orlo del baratro, sul punto di sprofondare all’inferno, e, con un colpo di reni, risalire in paradiso e portare a casa tre punti, figli della capacità di soffrire e del carattere.

Montagne russe. L’Inter parte bene, ma dura solo cinque minuti, dopo i quali sale in cattedra il Sassuolo, che, con il suo palleggio, mette sotto i nerazzurri e punge, fino ad arrivare al vantaggio, con un rigore per un fallo di Skriniar su Boga, maldestramente innescato da un errore di Barella sulla sua trequarti. Fino al termine del primo tempo, il Sassuolo domina e l’Inter sembra un pugile suonato e fortunato per la benevola interpretazione di Pairetto su uno scontro tra Handanovic e Defrel, lanciato, solo soletto, verso la porta da una svirgolata di De Vrji. Nella ripresa, la musica non cambia fino al 58°, quando Perisic mette un cross in mezzo, da sinistra, e Dzeko, appena entrato, insacca di testa, in tuffo. I cambi e l’immediatamente successivo pareggio fanno svoltare la partita. Il Sassuolo accusa il colpo e cala vistosamente, mentre l’Inter, spinta, più che altro, dal carattere, sale di tono e passa in vantaggio per un atterramento di Dzeko, in area, da parte del portiere emiliano. Sul dischetto va Lautaro, che spiazza il portiere, mentre, visti i recenti precedenti, metà dei tifosi non guarda e l’altra metà si massacra gli zebedei in, più o meno convinti, riti scaramantici. Il Sassuolo è tramortito, più mentalmente che fisicamente, e i nerazzurri, che avrebbero potuto arrotondare il punteggio se il solito e puntuale Dzeko non fosse stato, per millimetri, in fuorigioco, portano a casa i tre punti senza particolari patimenti.

Complessivamente, le prestazioni dei singoli sono state deficitarie, con l’eccezione di Dzeko, mattatore di giornata. Anche Handanovic ha fatto il suo, guadagnandosi la piena promozione, dopo aver sbrogliato qualche situazione problematica. Male, anzi malissimo, i tre di difesa (speriamo sia stata solo stanchezza), mentre Dumfries ha mostrato, contro l’indemoniato Boga, di avere, ancora, dei limiti difensivi, di cui deve essere consapevole, visto che si è spinto in avanti con il freno a mano tirato. Buona prova di Perisic su tutta la fascia, in avanti e a supporto di Bastoni. A centrocampo, Brozovic ha mostrato di non potere, umanamente, fare tutto da solo in fase di costruzione, in ciò poco coadiuvato da Calhanoglu, ieri in formato ectoplasmico. Barella ha alternato cose buone ad, altre, meno apprezzabili, mentre Lautaro si è battuto con vigore, non aiutato da un Correa, poi sostituito, evanescente. Ottimo l’impatto dei cambi del 57°: Vidal si è messo a martellare a centrocampo, Dimarco ha dato velocità al gioco sulla fascia, Darmian ha arginato meglio Boga, mentre Dzeko, ieri da otto in pagella, è risultato determinante.

In poche parole, finché abbiamo giocato in nove, per le assenze, non giustificate, di Calhanoglu e Correa, abbiamo fatto una pessima figura. Solo dopo i cambi, più per la maggior grinta profusa che per aspetti tecnici o tattici, siamo riusciti a ribaltare la situazione. Ieri ho visto, e non è la prima volta, infiniti errori negli appoggi, passaggi rischiosi e fatti male, l’incapacità di fare tre scambi di fila, che testimoniano una, speriamo migliorabile, pochezza tecnica disarmante. Non credo che quella di ieri sia la cifra tecnica definitiva dei nostri giocatori (De Vrij e Barella commettono raramente errori come quelli visti ieri sera), ma ho la sensazione che questa squadra giochi molto sulla vigoria fisica e, quando subentra la stanchezza o non c’è la giusta tensione, vada in apnea, specialmente contro avversari tecnicamente dotati come il Sassuolo o lo stesso Shakhtar.

L’obiettivo, giocoforza, è quello di recuperare condizione fisica e di superare indenni, anzi, con il maggior numero di punti possibile, questo ciclo di partite “toste”. La sosta per le nazionali potrebbe cadere a puntino. Speriamo che i nostri riescano a trarne beneficio, anche se ho miei dubbi, specialmente per i sudamericani.

2 pensieri riguardo “Sassuolo – Inter 1 – 2

  1. “Vigoria fisica”, mi sembra una sintesi efficace. Se non sai fare tre passaggi di fila, solo la vigoria fisica ti terrà a galla. Finché, inevitabilmente, arriveranno quelli che gireranno il coltello nella ferita della “pochezza tecnica disarmante”.

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