Appena letto – Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone – Maurizio De Giovanni

Quarto romanzo della saga dei Bastardi, pubblicato nel 2015 e parzialmente riproposto in versione fiction televisiva, come primo episodio della seconda stagione. La penna di De Giovanni continua a mostrare la consueta ispirazione, perché il romanzo si legge bene e, contemporaneamente, la scrittura non è banale e indugia sugli stati d’animo dei protagonisti e sui luoghi, non solo fisici, nei quali si sviluppa la trama.

Davanti al commissariato viene ritrovata una neonata, abbandonata vicino ad un cassonetto. La bambina viene subito portata in ospedale, dove vengono riscontrati dei problemi di salute che mettono in pericolo la sua vita. Mentre Romano, autore del ritrovamento, appare particolarmente toccato e sinceramente interessato alle sorti della piccola, cominciano le indagini per identificare la madre. Grazie ad una intuizione di Pisanelli, viene ritrovato, in un appartamento di uno stabile in una zona di prestigio, il cadavere di una ragazza originaria dell’Europa Orientale. Stabilito che la ragazza è la madre della bimba abbandonata, le indagini si sviluppano cercando di far luce sul suo passato.

Contemporaneamente, Aragona si trova ad indagare, prima in solitario, poi coadiuvato da Pisanelli, sulle strane sparizioni di animali, per lo più giovani cani e gatti in un quartiere della città. Questo filone della trama non è inserito, per quanto ricordi, nella fiction, che, per il resto, è abbastanza fedele al romanzo. Non sto a tediarvi con la, ormai assodata, maggiore capacità del romanzo di descrivere e coinvolgere, rispetto alla versione cinematografica o televisiva, anche se quest’ultima è molto ben fatta.

Come scrivevo prima, De Giovanni costruisce bene le trame dei suoi romanzi e questa opera conferma il talento di questo prolifico e poliedrico autore. Incastonate nella trama principale, lo scrittore si sofferma sempre sui problemi personali dei singoli protagonisti, descrivendone le paure, i desideri, le fissazioni, le storie, mettendo in risalto il loro aspetto umano. In questo romanzo, in particolare, viene anche posto l’accento sulla disumanità del delitto e sul privilegio, derivante dalla condizione economica e sociale, che si traforma in sopraffazione, in indifferenza nei confronti dei più deboli.

Bel romanzo e bello anche il messaggio.

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