Lazio – Inter 3 – 1

Immaginate che, subito dopo il rigore segnato da Immobile, ero incazzatissimo per il pareggio, che mi stava strettissimo. Figuratevi l’umore dopo aver perso la partita, per giunta per 3 – 1. L’incontro è stato deciso dagli episodi, che sono girati male per i nerazzurri, che hanno controllato bene la situazione fino all’81°, quando la beffa si è materializzata attraverso il gol di Anderson, segnato, in contropiede, con un difensore dell’Inter a terra, sulla trequarti laziale, per una botta ricevuta da un avversario.

Dopo i primi cinque minuti di marca laziale, l’Inter ha preso il controllo della partita ed è passata in vantaggio con un rigore, segnato da Perisic e assegnato per l’atterramento di Barella da parte di Hysaj. La Lazio, fino al pareggio, giunto al 65°, non sembrava in grado di poter andare a punti, grazie ad una gagliarda prova dei nerazzurri, capaci di chiudere ogni spazio e di imbastire azioni offensive, non solo in contropiede. Il primo episodio sfavorevole si è materializzato quando Bastoni, in modo fortuito, ha toccato la palla con la mano in area, procurando un rigore giustamente assegnato, perché il braccio era piuttosto largo. L’Inter non ha subito il contraccolpo del pareggio laziale ed ha continuato a gestire la gara senza patemi e non disdegnando di rendersi pericolosa.

A questo punto, eravamo all’81°, si è verificato il secondo episodio negativo, quello che ho descritto prima a proposito del gol di Anderson del 2 – 1. Sottolinerei che il laziale ha realizzato trovandosi, da solo, nella fetta di campo di competenza di Dimarco, a terra, dolorante, in tutt’altra zona del rettangolo verde. I laziali non hanno infranto alcuna norma del regolamento, ma non si è certamente trattato di un esempio di sportività e mi sembrano giuste le rimostranze interiste e le incazzature dei tifosi nerazzurri. Il gol del 3 – 1 biancoceleste, a partita ormai conclusa (eravamo al 91°) è la classica nefasta conclusione di una partita sfortunata, sfuggita di mano senza sapere neanche perché.

Sul fronte dei singoli, fatico a trovare prestazioni insufficienti dei nerazzurri, pur usciti sconfitti. Forse il solo Bastoni, che non sta attraversando un buon periodo, mi è parso in difficoltà nel contenere l’esterno laziale di turno (soprattutto Anderson), anche per l’evidente differenza di passo. Dzeko si è visto poco, ma ha fatto tanto lavoro sporco per la squadra, mentre una buona partita hanno giocato Handanovic, Brozovic, Dimarco e Perisic. Nessuna scossa è venuta dai cambi, con Calhanoglu che ancora fa fatica a capire dove si trovi, Correa che è in evidente deficit fisico e Lautaro e Vecino ancora storditi per il lungo volo transoceanico. A posto di Inzaghi, non avrei tolto Perisic, ma sono solo dettagli.

La prima sconfitta del campionato, per quanto immeritata e amara, scatena le cassandre del ridimensionamento, che pure c’è stato, degli errori di mercato, della minor qualità, soprattutto a livello caratteriale, della nuova guida tecnica. La stagione è ancora lunga, ci sono ampi margini di miglioramento e possibilità di risalita. Non cadiamo nel tafazzismo più ortodosso e consideriamo che, pur essendo nella peggiore situazione societaria dell’ultracentenaria storia della nostra Beneamata, possiamo considerare l’Inter una squadra più che competitiva, che, quando i veri valori verranno fuori, può dire, autorevolmente, la sua, nella consapevolezza che siamo meno forti (ma anche gli altri, chi più chi meno, lo sono) dello scorso anno. A questo punto del campionato passato, eravamo messi peggio in classifica e chiedevamo a gran voce di cacciare Conte e chissà quanti altri. A tal proposito, riporto il link ad un post dell’1 novembre 2020, Inter – Parma, finita 2 – 2, con l’invito a leggere gli altri dello stesso periodo, sino alla svolta di Sassuolo. È il momento di stringere i denti e lavorare, affrontando al meglio i prossimi impegnativi appuntamenti, consapevoli che migliorare è necessario e possibile.

L’ultima annotazione riguarda la Lazio in generale. Poche altre squadre mi stanno sulle scatole più dei biancocelesti e mi dà fastidio che la nostra tifoseria sia gemellata con i beceri ultras laziali, frequenti protagonisti di episodi di razzismo e di deprecabili e nostalgiche apologie di nefasti periodi storici, per fortuna, alle nostre spalle. A parte che anche nella nostra curva ci sono inqualificabili elementi con i quali mi dispiace dover condividere l’aria che respiro (chi si somiglia, si piglia), le partite contro la Lazio hanno spesso generato incazzature, delusioni, rammarico. Non vedo, oltre alle considerazioni extracalcistiche, cosa ci sia da gemellarsi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...