Inter – Napoli 3 – 2

Finalmente è arrivata la vittoria in uno scontro diretto. Le altre volte avevamo pareggiato con rimpianti, tranne nel caso della sconfitta con la Lazio, che aveva causato una solenne incazzatura per una possibile vittoria tramutatasi in una sconfitta, per alcuni episodi negativi. Stavolta è filato tutto liscio, siamo perfino riusciti a realizzare un rigore e a portare a casa i tre punti, nonostante la solita sofferenza finale.

Il Napoli parte leggermente meglio e passa in vantaggio al 17°. Barella perde palla a centrocampo e Zielinski, dopo un paio di scambi, si presenta al limite dell’area e scocca un tiro, che si insacca alle spalle di un non irreprensibile Handanovic. L’Inter reagisce con carattere e, dopo otto minuti, trova il pari, su rigore. Un tiro di Barella viene intercettato, in area, dal braccio largo di Koulibaly e Valeri, richiamato dal Var, assegna il penalty. Calahnoglu realizza impeccabilmente. Il Napoli accusa il colpo e i nerazzurri prevalgono fino all’intervallo, cogliendo il vantaggio, al 44°, su colpo di testa di Perisic su calcio d’angolo. Piazzato sul primo palo, il croato spizza il pallone di quel tanto che basta a sorprendere Ospina, che smanaccia fuori il pallone, quando aveva, ormai, superato la linea di porta.

La ripresa comincia sulla stessa falsariga del finale di primo tempo e l’Inter, al 60°, porta a tre le sue reti con Lautaro, che torna, finalmente, al gol con un diagonale che non lascia scampo a Ospina. Da sottolineare la percussione di Correa che, da centrocampo, dopo un recupero di Barella, si invola verso l’area partenopea, servendo a pennello Lautaro. A questo punto, Inzaghi pensa alla partita di Champions di mercoledì prossimo e comincia la girandola dei cambi, inserendo, tra il 61° e il 74°, quattro giocatori dalla panchina. La scarsa vena dei subentrati e il solito calo di fine partita, fanno lentamente ritornare in partita il Napoli, che accorcia le distanze al 79°. Dzeko perde, stupidamente, un pallone al limite della sua area, sul quale si avventa Mertens che, con un capolavoro balistico, segna un gollazo dal limite. Il Napoli prende nettamente il sopravvento e sfiora in almeno un paio di occasioni il pareggio, con Mario Rui, su cui Handanovic compie un miracolo, e Mertens, che spara alto da posizione molto favorevole. Il fischio finale viene accolto, da noi tifosi interisti, con gioia e tanto sollievo.

Sul fronte dei singoli, segnalo la buona prova di Ranocchia, sempre pronto quando viene chiamato in causa, e degli esterni Darmian, calato alla distanza, ma comunque sempre attento in copertura, e Perisic. Buona partita dei centrocampisti con confortanti progressi di Calhanoglu. Più vivace, rispetto alle ultime uscite, Correa, in certe fasi capace di spaccare la partita, mentre Lautaro ha coronato, con il ritorno al gol, una buona prestazione. Un netto downgrade è stato, complessivamente, la conseguenza dei cambi effettuati nella ripresa.

L’Inter ha giocato un’ottima partita per settanta minuti, mostrando carattere, nel recuperare lo svantaggio, e buone trame di gioco, che hanno permesso di segnare altri due gol. Aggiungerei la capacità di soffrire, che ha consentito, seppur con qualche patema, di portare a casa una vittoria, invece che un pareggio che, visto il finale, non sarebbe stato un furto. La classifica si è accorciata e le prospettive dei nerazzurri sono più rosee. Adesso, testa alla Champions, con la partita con lo Shakhtar, nella quale ottenere i tre punti che potrebbero garantire l’accesso agli ottavi.

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