Inter – Shakhtar 2 – 0

Missione compiuta anche stavolta, con grande autorevolezza ed una prestazione da stropicciarsi gli occhi. Il successo del Real Madrid, in serata, ci ha regalato anche la certezza della qualificazione agli ottavi, dopo circa un decennio. Un notevole miglioramento, rispetto alle ultime edizioni, nelle quali non eravamo riusciti a superare i gironi e non sempre per la maggiore difficoltà degli stessi. L’anno scorso il girone era abbordabile, ma non eravamo riusciti a qualificarci per l’incapacità di segnare un gol, in due partite, agli ucraini dello Shakhtar.

In verità, alla fine del primo tempo, qualche fantasma del passato ha cominciato a fare capolino. Il risultato inchiodato sul pari a reti inviolate e l’alto numero di occasioni, almeno cinque, mancate provocavano un po’ di nervosismo, anche pensando alla beffa subita, nel primo turno, per mano del Real. Restava, comunque, un ottimismo di fondo per la buona prestazione, il controllo assoluto del match e il fatto che gli ucraini non avessero impegnato Handanovic, limitandosi ad un maggior possesso palla, grazie ad un buono, ma sterile, palleggio. Da segnalare, anche, un gol annullato a Perisic, per un millimetrico fuorigioco e gli ottimi interventi del portiere dello Shakhtar, che, evidentemente, si esalta alla vista delle nostre maglie.

Alla ripresa del gioco, l’Inter ha chiuso la pratica in sei minuti, piazzando un uno-due micidiale con Dzeko, fino ad allora protagonista di una gara anonima. Al 61°, dopo un tiro di Darmian, su cross di Perisic, ribattuto dalla difesa ucraina, il bosniaco scoccava un potente tiro da centro area che, finalmente, gonfiava la rete avversaria. La replica al 67°, quando Perisic, ancora lui, pennellava un perfetto cross dalla sinistra, a scavalcare il portiere, sul quale si fiondava Dzeko, che insaccava di testa. Il raddoppio dava tranquillità e i nerazzurri cominciavano a gestire la partita, chiudendo tutti gli spazi e concedendo, nei minuti finali, solo un’occasione allo Shakhtar, con un tiro di Dodo, che si stampava sil palo.

Detto che la squadra ha giocato una grande partita e che tutti i ragazzi hanno giocato bene, vorrei sottolineare la prova maiuscola di Perisic e Calhanoglu. Il croato è stato onnipresente, incisivo in attacco e molto attento in fase di ripiegamento. Una prestazione enorme. Il turco ha giocato con personalità, mostrando di essere in grado di svolgere benissimo il ruolo che Inzaghi gli ha assegnato, fornendo supporto nello svolgersi della manovra e giocate di classe.

Archiviata la pratica qualificazione, ci si potrà concentrare sul campionato e sul recupero di quel paio di ragazzi che, pur fornendo prestazioni di spessore, sono apparsi un po’ stanchi. Certo che, tornando alla Champions, sarebbe bello prendersi una soddisfazione a Madrid, anche per vendicare la beffa di San Siro.

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