Visto al cinema – Scompartimento n. 6

Film del regista finlandese Juho Kuosmanen, simpatico nella presentazione della proiezione, ha vinto un premio speciale della giuria all’ultimo festival di Cannes. L’opera, tratta dall’omonimo romanzo, narra di un amore nato nello scompartimento di un treno, ma non lo fa in modo banale, secondo i canoni della commedia sentimentale, bensì in maniera più introspettiva, attenzione al vissuto e ambientazione non certo idilliaca.

Una ragazza finlandese, studentessa di archeologia e stabilitasi a Mosca, dove vive una relazione con la poliedrica e pigmalionica padrona di casa, programma, con la compagna, un viaggio a Murmansk, città a nord della Russia europea, al confine con la Norvegia, per vedere i petroglifi, delle incisioni preistoriche su roccia. Quando la compagna rinuncia al viaggio, la ragazza decide di partire lo stesso. Nello scompartimento del treno trova un operaio minerario, incline all’alcol e dai modi e pensieri piuttosto rozzi. I primi approcci tra i due, profondamente diversi tra loro, sono burrascosi, ma, con il passare del tempo, si aprono degli squarci comunicativi, fino al completo abbattimento di ogni barriera tra i due ragazzi.

Il film, nel solco della tradizione del cinema nordico, è un po’ lento, ma non annoia per nulla, per la capacità del regista di mettere a nudo i sentimenti, descrivendo bene le delusioni d’amore, i germogli di nuove relazioni, la solidarietà e la disponibilità verso l’altro. L’ambientazione, specialmente per noi mediterranei, è piuttosto spenta, glaciale, al punto di chiedersi come si possa abitare in certi posti. Nonostante ciò, la storia ci mostra tanta umanità, buona e cattiva, facendo passare in secondo piano le proibitive condizioni climatico ambientali. In certi frangenti del film ho provato anche una certa tensione, cosa inaspettata, alla luce della trama riportata sui siti “cinefili”.

Un bel film, di chiara matrice europea, che dimostra come, nel vecchio continente, alle varie latitudini, si producano opere di alta qualità. Il regista, che non conoscevo, è molto bravo e la sceneggiatura è ben disegnata. Molto valido anche il cast. Non è un film facilissimo, ma ti cattura, con la sua capacità di guardare nel profondo dell’animo e con la descrizione di un ambiente così diverso dal nostro. Non me lo sarei aspettato, anche perché il titolo faceva pensare ad una storia ambientata, esclusivamente, in uno scompartimento ferroviario. I giudici del festival di Cannes avevano ragione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...