Inter – Juventus 2 – 1 d.t.s. (Supercoppa Italiana)

Vittoria all’ultimo respiro, di quelle che, se ottenute contro una rivale storica, fanno godere di più e dimenticare alcuni momenti di sofferenza, dovuti al fatto che l’incontro è stato in bilico fino al 120°, quando il gol di Sanchez ha consegnato una vittoria, tutto sommato, meritata ai nerazzurri. Un altro trofeo in bacheca e la convinzione che vincere aiuta a vincere.

Nel primo tempo, l’Inter si fa preferire per supremazia territoriale, trame di gioco e occasioni. Nonostante questo, i bianconeri segnano per primi, al 25°, grazie ad un colpo di testa di Mc Kennie, che ringrazia De Vrji per la libertà e Handanovic per una apparente scarsa reattività. L’Inter impiega qualche minuto ad assorbire la botta psicologica e ricomincia a macinare gioco, alla ricerca del pari, che arriva al 35°, su calcio di rigore. Dzeko, in area, anticipa un difensore bianconero, che gli frana addosso, causando un penalty che Doveri non può non concedere. Dal dischetto, tra i gesti apotropaitici dei tifosi interisti, Lautaro insacca. Il tempo si chiude sul risultato di 1 – 1.

Nella ripresa, la Juventus comincia un po’ meglio, ma l’Inter, dopo qualche minuto, riprende in mano il pallino del gioco. I ritmi, però, sono calati e le squadre, pur con un paio di occasioni a testa, non riescono a prevalere l’una sull’altra. Neanche la girandola dei cambi (Inzaghi sostituisce Dzeko e Lautaro con Sanchez e Correa; Allegri fa entrare Dybala) sortisce, almeno per il momento, effetto e i tempi regolamentari si chiudono in parità, risultato che porta ai supplementari.

La mezzora aggiuntiva si trascina stancamente e, quando la lotteria dei rigori sembra l’esito ormai scontato, Darmian, in area, approfitta di un’incertezza di Alex Sandro, gli ruba il pallone e lo serve all’accorrente Sanchez, che insacca tra il tripudio di tifosi e giocatori interisti, giustificato dalla vittoria colta negli ultimi secondi. Finale al cardiopalma, con esito felice per i nerazzurri, dopo una partita in cui l’Inter ha fatto il suo gioco e la Juventus ha cercato di opporre pressing alto e attenzione difensiva. Il mio è un parere da tifoso, ma l’Inter mi è sembrata più squadra, meglio organizzata e con interpreti più di qualità e meglio assortiti.

Tra i singoli, ottima partita di Bastoni e Calhanoglu. Per tutti gli altri, ampia sufficienza con l’eccezione dell’incerto De Vrji e di Dzeko, che sta, giustamente, smaltendo i postumi del covid, ma che costituisce, comunque, un punto di riferimento per il gioco d’attacco. Non è un caso che, uscito lui (e Lautaro) i nerazzurri abbiano faticato a sviluppare trame offensive, anche se bisogna dire che il gol partita è stato segnato dal subentrato Sanchez. A centrocampo, un buon Barella e un Brozovic meno brillante del solito (ogni tanto può succedere), anche per la francobollatura di Kulusevski e compagni. La presenza di Calhanoglu ha consentito di sviluppare, comunque, le ariose ed efficaci trame di gioco dell’Inter di questa stagione. Correa deve ancora ritrovare la forma migliore e Darmian si è mostrato, come al solito, prezioso.

Il primo trofeo della stagione è in carniere, dopo una partita emozionante, conclusa con l’happy end. Un buon viatico per i prossimi impegni.

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