Inter – Empoli 3 – 2 d.t.s (Coppa Italia)

Partita molto avvincente, sempre sul filo, molto più di quanto ci si potesse aspettare, anche se era prevedibile che l’Empoli fosse un avversario da prendere con le molle. Si è passati dalla fase di controllo del match, in vantaggio di un gol, al ribaltone empolese, al pari al fotofinish, mentre già avevo cominciato ad autoconsolarmi per l’eliminazione, al gol di un ragazzo con la valigia in mano, che ci consente l’accesso ai quarti. Praticamente, una serata sulle montagne russe.

La partita inizia con l’Inter che schiera nove riserve e perde, dopo due minuti, Correa, per un infortunio muscolare. I ragazzi si disimpegnano bene e tengono il pallino del gioco, pur realizzando un solo gol, con Sanchez che insacca, di testa, un bel cross di Dumfries. Dopo un quarto d’ora dall’inizio della ripresa, l’Inter scompare e l’Empoli, anche grazie ai cambi di Andreazzoli, prende il sopravvento, ribaltando il risultato e portandosi sull’1 – 2. Anche Inzaghi aveva fatto dei cambi, dopo il pari empolese, ma i subentrati facevano fatica a carburare, facendo imbestialire il mister. Sulla forza dei nervi e con carattere, i nerazzurri costringono l’Empoli sulla difensiva e riescono ad acciuffare il pareggio al 91°, con un gran gol in semirovesciata di Ranocchia da centroarea, in stile copertina dell’album calciatori Panini.

Si va ai supplementari e Inzaghi fa entrare Sensi, che, a sentire i bene informati, dovrebbe sostenere, a breve, le visite mediche per il trasferimento alla Sampdoria. Il ragazzo è inizialmente impacciato e sbaglia i primi palloni. Si ricorda, però, di essere un giocatore delizioso, seppur fragile, al 104°, quando scocca un tiro, dal limite dell’area, che fa gonfiare la rete empolese e manda in paradiso giocatori, staff tecnico e tifosi nerazzurri. Da quel momento, l’Inter controlla la partita e, complice il calo dell’Empoli, mantiene il vantaggio, che significa accesso ai quarti.

Cosa ci ha detto la partita di ieri sera? La prima cosa che mi viene in mente è che la rosa nerazzurra non sia così profonda come, correntemente, si dice. Avremmo bisogno di una prima punta affidabile di scorta, per far rifiatare Dzeko e, anche, alla luce dell’infortunio di Correa, e di un centrocampista migliore di Vecino, Gagliardini o dell’usurato Vidal. Il centrocampo schierato ieri ha mostrato quanto sia impellente la necessità di integrare il reparto, vista anche la partenza di Sensi. L’elevato turnover, con l’inserimento massiccio di giocatori che hanno, finora, visto poco il campo, oltre ad un drastico abbassamento della qualità degli interpreti, si è tradotto nel crollo fisico della squadra intorno al 60°. Inzaghi è corso ai ripari, inserendo alcuni titolari, ma è stato difficile rimettersi in carreggiata, contro l’inerzia della partita. È andata bene, perché Ranocchia ha segnato, nel recupero, il bel gol del pari, ma il rischio di essere eliminati dall’Empoli è stato grande.

Alla fine, il quadretto del passaggio del turno, con un gol del ragazzo in partenza è anche un filino commovente, ma la partita di ieri sera deve far riflettere sull’utilità di turnover così drastici e sulla necessità, mi ripeto, di integrare la rosa. I prossimi incontri saranno, tra calendario normale e recuperi (anche la partita di sabato prossimo, contro il Venezia, è a rischio per covid), frequenti e impegnativi e non possiamo arrivarci con gli uomini contati. Già la squadra, in questo inizio d’anno, sembra meno brillante rispetto a fine dicembre. In attesa di recuperare la forma ottimale, non possiamo permetterci di schierare, nell’undici di partenza, giocatori il cui ruolo, normalmente, sarebbe quello di far rifiatare i titolari.

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