Napoli – Inter 1 – 1

Si era messa bene dopo pochi minuti ed in modo rocambolesco. Il gol di Eriksen aveva subito messo in parità il doppio confronto, ma non siamo stati capaci di affondare il colpo di grazia e, alla prima occasione, abbiamo preso il più crudele dei gol in contropiede.

La prima curiosità, ieri sera, riguardava lo stato di forma della squadra, che mi è sembrata più tonica delle due formazioni viste la sera precedente e dello stesso Napoli. Il calo nel secondo tempo era una nostra caratteristica già prima dello stop e, credo, sia uno dei limiti della gestione Conte di quest’anno.

Il Napoli è sembrato spesso in balia dei nerazzurri, che hanno segnato una marcata supremazia territoriale ed una sterilità offensiva peraltro già vista all’andata. Le occasioni sono fioccate sia nel primo tempo che nella prima metà della ripresa, ma, vuoi per l’imprecisione dei nostri, vuoi per le parate di Ospina, che ha riscattato la mezza papera iniziale, non siamo riusciti a concretizzare. Gli azzurri hanno confermato di essere una squadra quadrata, a immagine e somiglianza del loro allenatore. Speriamo che mostrino altrettanta compattezza e un pizzico buona sorte nella finale di mercoledì prossimo

Per quanto riguarda l’attacco, Lukaku è sembrato un po’ appannato e, con il fisico che si ritrova, era preventivabile. Lautaro, invece, non è sembrato per nulla, spettatore non pagante del match. Si dice che pensasse a Messi e al Barcellona. Sapesse cosa ho pensato di lui ieri sera! Quando è entrato Sanchez abbiamo finalmente ripreso a giocare in undici.

Per il resto, ho visto De Vrij in difficoltà (si sapeva, il suo impiego è stato incerto fino all’ultimo), Skriniar improponibile in impostazione e Bastoni, in certe circostanze, ancora acerbo. A centrocampo Barella e Brozo, pur senza brillare, hanno fatto il loro ed Eriksen ha, a tratti, illuminato il gioco. Sufficienti gli esterni, con Candreva molto attivo, ma anche impreciso as usual.

La qualificazione poteva essere comodamente appannaggio dell’Inter e la sensazione che mi ha lasciato è quella di un’occasione persa. Penso che l’eliminazione sia stata causata più dalla partita di andata che da quella di ieri. Di sicuro abbiamo ricominciato lì dove avevamo lasciato. Ci sono ancora dei dubbi su squadra e guida tecnica che, penso, necessitino di qualche ulteriore inserimento e di intuizioni da parte del tecnico. Concedetemelo: ho appena smesso, come altri sessanta milioni di italiani, di essere un virologo e vorrei tornare a fare l’allenatore.

Un’ultima annotazione sulla situazione che si è creata a causa del coronavirus. La passione non è ancora del tutto tornata e questo è un bene visto come è andata ieri sera. Il calcio senza pubblico mi fa ancora impressione, per quanto da qualche anno non frequenti lo stadio, preferendo il più comodo Inter Club vicino casa. Speriamo di tornare presto alla normalità, magari con una squadra più forte, in grado di competere ai massimi livelli.

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