Visto in TV – Màkari – “I Colpevoli Sono Matti” e “La Regola dello Svantaggio”

Finalmente è arrivata sugli schermi televisivi la fiction Màkari, trasposizione sul piccolo schermo dei racconti e dei romanzi di Gaetano Savatteri incentrati sul personaggio di Saverio La Manna.

Saverio è l’ex portavoce (prima faceva lo scrittore e il giornalista) di un sottosegretario, licenziato per aver, erroneamente, diramato un comunicato stampa imbarazzante per l’uomo politico. Decide, quindi, di lasciare Roma e tornare in Sicilia, a Màkari, nella casa di vacanza della sua famiglia, non utilizzata da anni. Qui ritrova l’amico d’infanzia Peppe Piccionello e si innamora della bellissima Suleima, cameriera nel ristorante di Marilù, vecchia amica di Saverio. Mentre cerca di capire cosa farà da grande, il La Manna si trova ad indagare, da scrittore prestato alle attività investigative, su fatti di sangue avvenuti nello scenario incantevole della costa occidentale del golfo di Castellammare e del tratto che va da San Vito lo Capo verso Trapani.

Nel primo episodio, Saverio, Piccionello e Suleima cercano di capire come sia morto, precipitando in un pozzo, un bambino di otto anni, conosciuto pochi giorni dopo l’arrivo dell’ex giornalista a Màkari. Inoltre, La Manna, inizialmente titubante, supporta la lotta dei dipendenti di una cava di marmo licenziati dopo che l’azienda era stata venduta ai cinesi.

Nel secondo episodio, La Manna si trova a corto di soldi e, perciò, costretto ad accettare di fare la guida enogastronomica di un gruppo di amici, legati più dagli interessi che da sinceri sentimenti. Il capogruppo, Olmo, romagnolo trapiantato a Roma e titolare di una fiorente attività di import-export di salumi, si sente male e viene ricoverato in ospedale. Saverio è convinto che il malore non sia accidentale e indaga. Contemporaneamente deve gestire una situazione antipatica legata ad una famiglia francese che, truffata, ha preso in affitto casa sua e combattere la gelosia causata dal rapporto molto amichevole tra Suleima e l’aiuto cuoco del ristorante di Marilù.

Questi due episodi, tratti da racconti, mi sono piaciuti (il secondo più del primo). La fiction mi è sembrata aderente alle storie riportate nei libri e rappresenta bene il personaggio letterario, con la sua ironia e la briosità dei dialoghi. Anche i coprotagonisti sono ben disegnati e gli interpreti tutti mi sono sembrati all’altezza. L’ambientazione, la costa marina con Scopello, Guidaloca, la Riserva dello Zingaro, Màkari, è incantevole ed anche le escursioni testimoniano la bellezza e l’importanza storica della Sicilia occidentale, forse non sfruttata come dovrebbe, a livello turistico.

La visione scorre piacevole e intrattiene il giusto. Le storie non sono particolarmente complicate, ma mantengono la giusta tensione, spesso temperata dalle battute di Saverio e Peppe, oltre che dalle occasioni di relax negli ameni luoghi della fiction. Si respira una sicilianità sana, che si ribella a prassi e costumi criticabili ed esercita il tradizionale senso di ospitalità e solidarietà.

Un prodotto ben realizzato, da godere e che, sui titoli di coda, ti lascia la curiosità di vedere l’episodio successivo.

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