Appena letto – Follia Maggiore – Alessandro Robecchi

Continua la mia esplorazione del mondo di Carlo Monterossi, produttore televisivo milanese e detective per caso. Nei giorni scorsi è stato il turno di questo bel romanzo, pubblicato nel 2018.

Carlo accompagna Oscar Falcone a Napoli, per recuperare, su incarico del figlio, un anziano e benestante signore, Umberto Serrani, andato “in fuga” a godersi qualche giorno di relax e letteratura. Il produttore televisivo e l’amico investigatore entrano nelle grazie dell’anziano signore e, quando una sua ex fiamma, Giulia Zerbi, viene uccisa sul marciapiede di fronte casa, li incarica di trovare gli assassini. Monterossi non è, esattamente, un investigatore, ma si presta volentieri ad aiutare il Falcone, anche perché non ha tanta voglia di lavorare al progetto del nuovo programma televisivo.

Parallelamente, i sovrintendenti di polizia Ghezzi e Carella, mastini della questura di via Fatebenefratelli, indagano anche loro. I due “team investigativi” arrivano abbastanza presto ad individuare i responsabili del truce delitto e la storia si dipana, fino al colpo di scena finale, soffermandosi sulla fase di preparazione, della giovane cantante lirica, Sonia Zerbi, figlia della donna assassinata, ad un prestigioso concorso.

Il Serrani, che di professione si occupava di mettere al sicuro i soldi, spesso di dubbia provenienza, dei ricchi committenti, aveva vissuto una intensa e totalizzante storia sentimentale con Giulia, interrotta improvvisamente venticinque anni prima. Il rapporto era stato talmente intenso da lasciare un forte senso di rimpianto nell’anziano, tale da spingerlo a voler esplorare la vita di Giulia dopo la fine della relazione. Il tema del rimpianto per le cose perdute è ricorrente nello svolgersi del romanzo e offre spunti di riflessione a Carlo (e quindi al lettore), che costruisce, progressivamente, un proficuo e saldo rapporto con il Serrani.

Questo senso di rimpianto, inoltre, spinge l’anziano a occuparsi, senza lesinare risorse, di Sonia, figlia di Giulia, giovane e promettente cantante lirica, mettendo a sua disposizione la suite di un prestigioso albergo e un maestro di canto tra i più apprezzati in Italia.

Il romanzo mi è sembrato diverso da quelli, della serie monterossiana, letti precedentemente. La scrittura di Robecchi è sempre scorrevole e piacevolmente ironica e i personaggi suscitano empatia. Ho trovato, in questo caso, una leggera semplificazione della trama gialla e una maggiore accuratezza nella descrizione degli stati d’animo e nell’introspezione dei personaggi. Un romanzo più interiore e attento ai sentimenti, nel quale si respira amore, amicizia, altruismo e dove Monterossi apre alla possibilità di rendere stabile l’affettuoso rapporto con la collega Bianca Ballesi.

Nella piovosa Milano di fine anno, Robecchi ambienta un romanzo profondo, che mostra attenzione anche ai problemi del ceto medio che, schiacciato verso il basso dalle politiche liberiste, viene preso di mira dallo sciacallaggio di malfattori e intrallazzatori senza scrupoli. Come al solito, alla fine, rimane la voglia di seguire la successiva avventura del quartetto (o meglio, del doppio duo) Monterossi, Falcone, Ghezzi, Carella.

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